giovedì 12 aprile 2012

Speciale Superquark: l´UT

Come mille e mille cose della vita, anche i colleghi di lavoro non si scelgono, ce li si ritrova. Anzi, semmai è vero il contrario, sono loro che scelgono noi. Esattamente come a scuola: i compagni, che ti piacciano o meno, te li tieni, ti sono stati dati d´ufficio e quelli sono. Cosi anche i genitori, i fratelli e i parenti. Come quasi tutto insomma dai. Il mio UT non fa differenza alcuna.

Questo universo di cui ho avuto modo di esplorare pianeti e galassie è un gran bell´universo. Le specie che lo popolano possono essere raggruppate in 6 grandi gruppi:

-le Tutor: gentili e alla mano, si preoccupano solo del lavoro finito e non del processo di realizzazione. Appena possono fanno gossip o si informano del tuo esoticissimo pianeta d´origine, versando di tanto in tanto una lacrima di nostalgia rivivendo le crociere spaziali fatte al largo della tua stella nativa.

-le Mangione: all´inizio un po´circospette, amano osservarti da dietro una mela o una carota mentre se le sgranocchiano. Una volta che si aprono peró si rivelano per quello che sono: delle gallinare senza fine il cui unico lavoro preferito sarebbe ingollare litri di te e yoghurt magro.

-le Ugolatrici: ancor piú circospette delle Mangione, non amano raccontare di se, ma amano darti consigli su come restare in forma, su quale parco è il piú adatto per fare jogging e se interpellate, in quanto professioniste, possono sfornarti una dieta su misura regolandosi solo sul peso specifico delle tue ossa (avendo autentiche ossa di quaglia, tremo al pensiero di quale dieta mi consiglierebbero).

-le Rosse: se gli fai una battuta è finita. Te ne spareranno a ripetizione almeno una dozzina parlando a raffica e chiudendo le labbra. Per non ferire i loro sentimenti annuirete senza sosta come dei cani davanti a un osso. Ricordatevi peró di non sbavare troppo con la lingua. Alle Rosse piace vestirsi casual, abbastanza sportive e si vestono da ufficio solo durante i convegni e le conferenze. Per il resto se potessero verrebbero in ufficio in pigiama. La comoditá prima di tutto.

-le Centraliniste: ridono, ridono, ridono. Ma si interessano anche di cultura, leggono libri come fossero cartoline, via uno sotto l´altro. Impazziscono per la cioccolata e si drogherebbero di film tutto il santo giorno. Ecologiste e amiche della natura, sono fautrici del reciclo a oltranza e di sbiciclettate nella giungla urbana. La battaglia per i diritti dei vegetali è la loro missione, se strappi un fiorellino, sarai il prossimo ad essere strappato.

Infine la specie piú impegnativa e tritamaroni, perfezionista fino al limite siderale, snob quanto basta con una spolverata di nobiltá malamente dissimulata: la specie Secondine. Questo esemplare di collega è stato ed è il piú problematico e in questi mesi ci sono state delle altalene d´umore da fare cadere un governo e crearne subito un altro. Semplicemente cosi, perché a loro girano. Sotto lo sguardo di questo essere perverso siete sempre sotto osservazione: come vi sedete sulla sedia, come premete le dita sulla tastiera, come vi soffiate il naso, lo stato dei vostri capelli, le infinitesimali particelle di polvere annidate nel vostro maglione, le briciole di cracker del party di due giorni fa, con quanta grazia annuite ecc ecc. Loro notano tutto, loro sanno tutto, loro sanno come vanno fatte realmente le cose. E per dare una patina scientifica a questo mio studio antropologico, passo a illustrarvi le occasioni in cui mi sono ritrovato sotto la loro lente d´ingrandimento.

Caso nr. 1: le Secondine sono snob. Seduti in mensa stavamo allegramente dadolando una cordon bleu, quando una pepita di formaggio filante tenta di mettersi in salvo incollandosi al mio coltello. Da buon selvaggio io ho leccato il coltello per ripulirlo del formaggio. Il classico madornale passo falso. La Secondina posa il suo, mi lancia uno sguardo infuocato e con finta nonchalance mi chiede se anche in Italia ci sono delle Benehmenregeln (regole di comportamento). Prendendola sul culturale io rispondo che da noi esiste il cosiddetto Galateo. Al che acidula mi dice, testuali parole:“sai, quello che hai appena fatto è una cosa da ungebildet (incolti, grezzi). Molte persone, specialmente quelle anziane, se la potrebbere prendere per quello che hai appena fatto. A me non interessa, ma…lo dico per te sai. Ci sono persone che tengono molto alle norme di comportamento pubblico e quello che hai fatto le disturberebbe”. Cosa si puó rispondere a una frecciata del genere? Che poteva vendermela come voleva, ma che le importava eccome del mio comportamento a tavola? Che invece che dire “certe persone” doveva dire “a me”? Mah. Mi sono limitato a irrompere in un Entschuldigung colpevole, prendedola mentalmente a coltellate per il resto del pranzo.

Caso nr. 2: le Secondine adorano comandare e solo loro fanno bene al mondo. Durante la conferenza di tre settimane fa a me era stato dato il compito di accogliere i partecipanti, farli firmare il foglio presenze, consegnarli la cartellina degli interventi e il badge con il nome. Pur con tutto l´impegno possibile e immaginabile, agli occhi della Secondina ho combinato un disastro. Eppure a me sembrava di non aver sentito nessuno lamentarsi. Anzi, non si è sentita volare una mosca. Tuttavia mi sono beccato del unprofessionell perché verso le 2 sono andato in bagno abbandonando la postazione. Averlo saputo me la facevo sotto la sedia. Guarda, mi bastava saperlo e io mi adattavo. Poi, ero stato richiamato in ufficio per svolgere un lavoro urgente per la Tutor e ovviamente la Secondina mi ha chiamato per chiedermi dove fossi finito e di tornare immediatamente dietro al bancone. A far che poi, che passato il momento iniziale di affluenza, non c´era piú niente da fare. Comunque poche storie, son dovuto tornare al bancone a fissare l´aria, ma almeno ero li.

Caso nr. 3: nonostante siano le piú professionali della baracca, si lasciano liberamente andare a sfoghi e insulti. Se il computer va un po´lento, loro, per incoraggiarlo s´intende, picchiano il mouse sulla scrivania, come segno di avvertimento. Se la frase non funziona prendono a pugni il tasto Invio finché il problema non è risolto. Se un cliente è pesante e logorroico, resistono alla tentazione di sbattergli giú il telefono dallo sfinimento mascherando il nervosismo dietro risolini isterici e civettuoli, salvo poi inveire animatamente appena posata la cornetta. Se per disgrazia l´apparato amministrativo si grippa urlano, strepitano, pestano i piedi, malediscono l´incompetenza altrui. Sbuffano, soffiano per motivi noti solo a loro. E se il praticante si azzarda a sbagliare qualcosa, viene tacciato di non ascoltare abbastanza e quando presenta un lavoro finito, questo va ricontrollato perché è giusto solo fatto alla loro maniera (e allora fattelo dico io, che devi sforacchiare la minchia a me???).

Insomma la Secondina è la genia di colleghe piú difficile con cui avere a che fare, ma forte del mio italico me-ne-frego-scrollo-le-spalle l´isterica dirimpettaia mi fa un baffo. Che si avveleni con piacere la sua di vita, la mia me la voglio godere. Tutte, e sottolineo tutte, tirano il fiato quando non c´é. Chissá perché mi domando io. Compatisco il marito, autentico eroe della situazione.

Se la specie Secondina andasse estinta, l´UT sarebbe il migliore dei mondi lavorativi possibili, senza fallo! Non c´è trucco, non c´è inganno!

6 commenti:

  1. Il mio capo appartiene all'ultima categoria

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  2. Guarda Torquitax, secondo la mia esperienza, in qualunque posto di lavoro si vada, si trova ad accoglierci una secondina. C'é sempre la o il collega frustrata/o che riversa la sua insoddisfazione e la sua frustrazione sugli altri. E questa che descrivi tu, credi a me, è all'acqua di rose. Anni fa avevo una collega diretta che era un autentico mostro: la sua crudeltà e la sua ferocia erano tali, che induceva le sue vittime o alla depressione profonda o a diventare delle belve agguerrite per difendersi. Io feci parte della seconda categoria. Una volta litigai con lei in macchina e sembravo pazza: urlavo, imprecavo - mi ci vedi tu? - le giuravo odio eterno. Ma, paradossalmente, sai che cosa ti dico? Che quella con la sua enorme cattiveria, mi ha insegnato un sacco di cose, tipo come NON comportarsi mai e come difendersi dagli stronzi. E ti assicuro che entrambe le cose mi sono tornate parecchio utili negli anni successivi. Dai, resisti, che ormai con la SS sei agli sgoccioli!

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  3. Ma, mio caro Torquitax, sei circondato da sole donne?
    Sulle buone maniere tedesche ci sarebbe da scrivere un libro, se leccare il coltello suscita tal reazione, indignati ogni volta che afferrano un cucchiaio per arrotolare gli spaghetti, o quando bevono birra dalla bottiglia. In alternativa puoi spiegarle che la tua cultura impone di leccare coltelli per evitare lo spreco di cibo e per mostrare il gradimento di cio' che mangi. Tanto loro che ne sanno?
    Temo che la tua collega morirebbe se pranzasse con un indiano o un cinese :-)
    Per l'esempio 2 ti consiglio di munirti di bottiglia dal collo largo.
    Pare che Depardieu abbia adottato tale metodo in aereo....anche se con scarso successo.

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  4. Clarke, condoglianze vivissime!

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  5. Che le spine nel fianco insegnino più di quelli tranquo, è una verità di fatto, ma come ho scritto non mi scompongo. Certo, ci sono occasioni in cui la mando mentalmente a quel paese, con tanto ammmmore, ma poi ciao, arrabbiati quanto vuoi che a me non mi tange. Per tutto il resto c'è MasterCard!

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  6. Eh si, Bianca, io lavoro con tutte donne, certo ci sarebbe anche il Collega Scollegato, ma quello si vede solo due giorni a settimana, quindi non è che faccia molto testo. Alcune volte resta addirittura solo 4 ore, per cui è più quello che non c'è che quello che c'è! Riguardo il tuo consiglio, mi sa che la prossima volta farò come dici sai? Si si si prima di andarmene gliela sbatto sul muso alla Secondina. Con molta grazia e garbo vedrai che lo sfizio me lo tolgo. Per la pausa toilette invece, poteva anche attaccarsi al tram la collega Secondina carissima. Insomma, quando la natura chiama, chiama, eh caspita...

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