mercoledì 18 aprile 2012

Addio Monaco??

Per il mio tirocinio le campane suonano a morto. Ancora un paio di giorni, una striminzitissima settimana e poi, tutto finito, vorbei, fertig, schluss damit. Ed io al solo pensiero sono tristissimo, affranto, mi vengono gli occhioni lucidi. Son giá passati sei mesi. Mezzo anno della mia vita l´ho speso in questo ufficio, a parlare (o per lo meno tentare di parlare) tedesco. Con le stesse colleghe, alla stessa scrivania. Non sono pronto a lasciare questo posto, questa cittá, a dare uno stop al mio apprendimento dell´impossibile lingua teutonica. E si, non sono pronto nemmeno a non avere piú a che fare con la Secondina. Non voglio rinunciare alla metro, al tram, ad avere Schloß Nymphenburg a una manciata scarsa di fermate di distanza. Non sono pronto a non poter piú saccheggiare Hugendubel ogni volta che mi salta il piripicchio. Voglio continuare a dire “no si, faccio un salto in Marienplatz o magari in Odeonsplatz, giusto per fare una passeggiata”. O ad avere la Königsplatz in fondo al vialone parallelo a casa mia. Non voglio a patti e modi riconsegnare le chiavi alla Vermieterin dopo aver impacchettato di nuovo la valigia. Voglio ancora girare per gli scaffali del mio magico discount e lasciar cadere nel cestello schifezze e biscotti a volontá. Voglio vedere un´altra volta la Residenz, questa volta completa con l´ala in restauro. Voglio continuare a dare lezioni di Mario Kart WII a Buben e (con parsimonia s´intende) continuare ad essere molestato dalla famiglia della Centralinista.

Sei mesi che son passati veloci come l´Isar sotto i ponti. Non me ne sono nemmeno accorto. Se mi volto indietro è successo tutto cosi velocemente e niente di quello capitato qui mi pare ora brutto. Persino il trauma della ricerca casa mi sembra in prospettiva un ingrediente indispensabile della torta. La frustrazione, la rabbia e l´indignato stupore…tutto impallidisce, sbiadisce al confronto di tutto quello che di positivo ho sperimentato qui. Non posso dire addio a Monaco perché ancora posso dire di non conoscerla. Ci sono ancora tanti, tantissimi angoli che non ho visto e che non ho avuto l´opportunitá di vedere, ma da cui vorrei potermi lasciare estasiare. Ci sono ancora tante strade su cui non ho passeggiato, a cui non ho lanciato uno sguardo consapevole. Non sono spiritualmente pronto a separarmi da questa cittá e dalle persone che ho conosciuto qui. Non riesco ad accettare l´idea di ritrasformare di nuovo le mie abitudini, rientrare in quella cerchia stantia di persone. Perché so giá fin d´ora che nei miei sei mesi di assenza loro sono rimaste sempre le stesse, esattamente come le avevo lasciate. E riprendere a frequentarle sarebbe come uccidere il me monachese.

E una volta tornato a casa da dove attingerei l´ispirazione per questo blog che è ormai indissolubilmente legato alla mia esperienza qui. Senza Monaco, senza il tedesco né i tedeschi, di cosa potrei mai scrivere?! Qui l´ispirazione è dietro ogni angolo, sotto ogni poltrona, basta lanciarsi in strada e bam, l´argomento per un post rischia di investirti insieme all´autobus.

E se lascio Monaco per tornare nella mia vallata, chi la rivede piú Eireen??? Al solo pensare tutte ste cose mi sale una tristezza profonda come il mare. So che a casa, oltre i miei genitori, ci sono un paio di persone illuminate (leggi Super Genia) che non vedono l´ora che io torni, ma io lo voglio veramente?! Ero partito pieno di ansie e paure, perché non sapevo se ce l´avrei mai fatta, se ero davvero pronto a dare quella svolta alla mia vita. Ora so che ero pronto e che una volta risolto il problema con la P maiuscola della casa tutto è andato nel migliore dei modi possibili. E ho scoperto di amare questa cittá, forse piú della mia. Forse perché questa cittá l´ho scelta, l´ho voluta, l´ho cercata come un uomo cerca l´amata. E quelle meravigliose sensazioni di pienezza, soddisfazione, completezza, quella stupenda libertá gratuita, immensa e terribile che ci allarga il cuore, le ho provate solo qui. A Verona sono nato e ho mosso i primi passi, ho studiato e incontrato persone uniche senza le quali la mia vita sarebbe stata assai piú sciapa, ma a Monaco ho cominciato a vivere veramente, a Monaco mi sono rinosciuto per la prima volta. E' probabile che verrá un giorno in cui non ne potró piú di vedere il Rathaus in Marienplatz e che troveró Schloß Nymphenburg sciatto e dozzinale, ma quel giorno non è oggi né venerdi prossimo. E non penso sará un giorno di maggio o giugno. Se quel giorno dovrá venire, sará tra molti, molti anni.

Per questo, finito il tirocinio, resto. Non abbandono Monaco. Resto. Mi impegneró per farmi strada qui, avere il mio primo lavoro autonomo e trasferire anche fisicamente la mia vita oltr´alpe: uno stipendio, un conto in banca, un´assicurazione sanitaria ecc ecc. Con calma e pazienza trasformeró un´esperienza a scadenza in una quotidianitá a tempo indeterminato. O almeno ci voglio provare!!!

Tic tac, tic tac eccheggia la sveglia del mio tirocinio. Con pazienza aspetto che si scarichi. Voglio godermi il tempo che mi resta con queste persone fino all´ultimo minuto, fino all´ultimo sorriso. Poi, una volta che la sveglia sará scarica, provvederó a ricaricarla. In vista di una nuova emozionante, terrificante avventura.

21 commenti:

  1. WOW il post con sorpresona finale! Cioè che uno fino all'ultimo minuto pensa che tu stia già impacchettando tutto e sia già con un piede sul predellino del treno che ti riporta a Verona. E invece. Ma che roba! Ma allora resti! Bravo, che senò come facciamo noi senza i pomeriggi con Torquitax, che ci guida alla scoperta della città, della lingua, della cultura tedesca, facilitando così il nostro inserimento in loco. Allora nuove e più emozionanti avventure ci aspettano. Evvai!

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  2. Fai bene a restare. Carpe diem....

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  3. ottima scelta... del resto dubito trovare una persona che arrivata a Monaco se ne vuole andare così per così...buona fortuna!

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  4. Super!!! ( leggi zsuppaaaa!)
    :-)

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  5. Ciao Torquitax, temevo che prima o poi sarebbe arrivato il momento della fine del tuo tirocinio e ne ero davvero preoccupata perchè tu ed Eireen scrivete i miei blog preferiti. La mia città tedesca preferita è e rimane Berlino, ma grazie a voi sto imparando a conoscere anche Monaco. Faccio il tifo per te, Monaco non può rinunciare alla splendida persona che sei. Quando scriverai il blog in due lingue (tedesco-italiano) come per esempio Buntmond ma forse non la conosci . Per me che studio tedesco sarebbe stupendo. A proposito che certificazione hai di tedesco?Mi raccomando impegnati al massimo per trovare lavoro a Monaco ! Ciao, non mollare.

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  6. E invece cara Eireen ti sto qua ancora per un po´sulle croste, a fare il maestrino saccente per le strade di Monaco mentre spiego quello, questo e quest´altro. E finirete per odiarmi e farmi fare un tuffo carpiato nell´Isar. Temo che la cittá di Giulietta e Romeo e dell´Arena dovrá aspettare a riavermi tra i suoi "figli". Almeno per un po´....

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  7. A dirtela tutta non so se é la scelta giusta o sbagliata. Diciamo che é la scelta che mi va di fare ora. Voglio godermi tutto quello espresso nel post ancora, a tempo indeterminato. Poi quel che sará sará! Con tanto ottimismo!

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  8. Fidati caro feroandrea che ne esistono. Tanti altri stagisti/praticanti che hanno posato le chiappe dove sono io ora una volta finiti i sei mesi hanno rifatto la valigia e tanti saluti, se ne sono tornati a casa. Presumo perché a loro non interessava che fosse Monaco o Dresda o Berlino l´opportunitá per venire in Germania. Volevano fare l´esperienza e morta li. Per me invece c´era o Monaco o Monaco e una volta qua...bhe, mi sono innamorato piú di quanto non fossi prima!!!!

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  9. O no??? Supi dupi!! Wundabaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!

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  10. Ciao Flora e benritrovata! Grazie per i meravigliosi complimenti che mi fai, arrossisco!! Che io scriva poi uno dei due tuoi blog preferiti, non puó che riempirmi di orgoglio e piacere. Ripeto: grazie a te per i tuoi complimenti. Non so se ce la faró mai a scrivere il blog in due lingue 1)perché il mio italiano é molto farlocco e sghimbescio, non riuscirei mai a replicare i miei modi di dire in tedesco e 2)il blog mi serve anche per prendere fiato tra una sessione intensiva di tedesco e l´altra, se no va veramente a finire che dimentico l´italiano. In piú dai qualche briciolina da "corso di tedesco" la lascio in giro per i post, si puó imparare anche dalle piccole cose.
    Io ho una certificazione di livello C1 rilasciata dalla mia universitá, ma in sé temo non valga la carta su cui é stampata. Qui me l´hanno accettata perché é un progetto intrauniversitario, ma dubito che al futuro posto di lavoro me l´accetterebbero. Si vedrá. Altrimenti sono sempre in tempo a fare un corso-esame per ottenere una signora certificazione. Naja, schau ma mal!

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  11. Se pazzo? Torni in Italia? Vabbè che così magari ti potrei offrire un aperitivo in Piazza Erbe.. ma non c'è verso di rimanere li?

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  12. Il tuo entusiasmo è trascinante, direi. Mi è quasi venuta voglia di trasferirmi a Monaco. Poi pero' mi sono ricordata che amo la MIA Amburgo almeno quanto tu ami la TUA Monaco e quindi posso solo dire che ti capisco.
    Indipendentemente dal luogo dove decidi di vivere e lavorare, l'importante è starci bene, sentirsi un po' a casa e ognuno di noi ha la propria "casa" del cuore. Qualcuno l'ha lasciata in Italia e qualcuno la trova altrove.
    In bocca al lupo per tutte le tue nuove sfide e non smettere mai di sfidarti!
    P.S. come dici? C1???? Mammamia io c'ho il certificato B2 e pensavo di essere diventata brava e tu con C1 dici che il tuo tedesco non è un granchè? Aiuto!

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  13. No no Simone, mi sa che sto giro hai capito male. Non torno per niente. Difatti ho scritto che resto. In fondo al post, ma l´ho scritto. Giusto per far stare in ansia i lettori affezionati come te. Che sadico che sono. Quindi, stai tranquillo, resto qua a Monaco a tempo indeterminato. E mi sa che a sto punto sará piú probabile che ti offra io qualcosa la prossima volta che passi da Monaco che non il contrario, ehehehe!

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  14. Grazie Bianca per il commento "empatico" e approvo tutto quello che hai scritto. Verona é la mia Heimat, ma di Monaco io sono innamorato alla follia, la vedo nuova e seducente ogni giorno. Verona invece c´erano giorni in cui l´avrei volentieri data alle fiamme. Per intanto il mio angolo di paradiso sulla terra é questo e me lo godo.
    Lo so é imbarazzante ammettere di avere un C1, ma devi sapere che un ho un problema cronico: si chiama perfezionismo. Cioé ogni volta che sbaglio il genere o il caso mi prenderei a scudisciate dal disdegno. Quindi non mi sentirai mai dire "parlo benissimo tedesco". Ma sono sicuro invece che anche se hai il B2 tu lo parli meglio di me, garantito!

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  15. Ciao Torquitax! E' vero Monaco ti incolla a sè, se nn ci sono motivi di forza maggiore perchè lasciarla???.Ottima decisione la tua.
    Dovevo starci 6 mesi, giusto la durata del primo Arbeitsvertrag e ci sono rimasta 6 anni, alternando lavoro e studio. Fortunatamente avevo il sostegno della disoccupazione tra un contratto e l'altro. Confermo ke tornare in Italia ora come ora è da pazzi. Anzi, se non fosse che mio marito ha un lavoro fisso avrei già fatto di nuovo le valigie per monaco.
    In bocca la lupo per tutto. Ich bin gespannt, chissà che ci racconterai di nuovo ora.
    katia

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  16. Scusa, infatti alla fine non avevo ben capito se rimanevi o partivi. Beh, se torno su volentieri, ma se torni giù te, volentieri. Ho una sfilza di cose da chiederti, che so già che poi aumenteranno quando si è vis-a-vis. Ops, ora che te l'ho detto giustamente non ci incontreremo mai, sennò ti faccio troppe domande.
    Viele Gruße mit dem Regnet aus Verona

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  17. Grande katia tu si che mi capisci, che anche tu dovevi starci sei mesi e poi, boum non ti sei schiodata per un bel tot. E sai non è neanche la situazione in Italia a farmi restar qua, è proprio la città e tutto quello che ci va dietro. Sono innamorato, che posso farci??
    Vedremo cosa vi racconterò d' ora in avanti. Si spalanca il grande vuoto. Bhe, vediamo di riempirlo!!!

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  18. Certo, a certe persone può sembrare una città come tante altre... il fatto è che io non sono fra questi, quindi vedo il fatto di andarsene da monaco come una pazzia dato che io vorrei come primo desiderio trasferirmici invito quelli che ci sono gia a rimanerci e a mettere radici. Dubito che arriverà il giorno in cui monaco non ti dia quell'emozione, quel sentimento che provi a passeggiare per le le sue vie. Una volta che ti cattura basta.. è magica in quello.. ti assorbe e tu vuoi conoscere sempre di più ogni angolo e apprezzarne la sua intrinseca bellezza! I love munchen!

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  19. Comincio col farti i complimenti per la tua risoluzione di restare, non dico che rientrare in Italia sia stato un errore (perchè mi ha aperto anche tante altre porte...), però la Germania resta....
    Ritrovo molte delle mie sensazioni dopo un anno ad Hamburg nelle tue parole: quella voglia frenetica di non perdere il contatto con la città (gli ultimi giorni ho cominciato a girarla come un turista impazzito, a scattare foto ovunque), di immergermi ancora nella sua atmosfera, di non lasciare le persone care e le nuove bellissime abitudini...
    Come te, quando sono partito era la prima volta ed avevo diversi dubbi: è stata probabilmente la sfida più emozionante che mi potesse capitare, cavolo se sono cambiato!
    E cavolo, quanto erano cambiati restando gli stessi tutti quelli che ritrovavo in Italia... era quasi un supplizio confrontarsi con realtà immobili, vecchie, stantie che non avevano vissuto quelle sfide e non potevano capirne il significato.
    No, andare via di casa- all'estero- cambia in un modo difficile da immaginare.
    Däumendrücken!

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  20. Redpoz mi hai letto nel pensiero. Difatti non è la situazione in Italia con la crisi e frignacce varie che mi trattiene qua, ma proprio il contatto con la città. E poi lo posso dire? Abitare da solo a 500 km da casa è quello cha fa per me, pur continuando a voler bene a chi ho lasciato a casa. In più come dici tu non sono pronto a risentire discorsi brillanti tipo "ho cambiato le ruote della macchina da 14 a 16, figo no?". Ecco. Sparatemi. Per favore. Piuttosto mi seguo un seminario sul corretto reciclo dei liquami. Che da quello imparo di più guarda!

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  21. Sì, senza dubbio il fatto di andarsene per la prima volta (radicalmente) da casa ci fa trovare una nuova "casa" ed è giustamente difficile staccarsene, perchè facciamo quel posto nostro a prescindere da chiunque altro (famiglia, amici...). Insomma, pur restando in contatto con tutti loro, ci si apre la possibilità di ordinare una vita come la vorremmo noi, uno spazio per costruirla come meglio ci piace.
    Insomma, la città diventa un progetto di vita. E tutto nostro.
    No, sinceramente tornare è fra le cose peggiori che possano capitare, per lo meno tornare così.
    A tutto ciò aggiungi pure che comunque la Germania offre una gamma di possibilità che fanno affatto rimpiangere l'Italia....

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