Facendo un rapido conto die giorni sono qui a Monaco da due settimane e mezzo. Sembrerá incredibile, ma non ero mai stato lontano da casa per cosí tanto tempo. Mi ero assentato dal mio bel quartiere adagiato tra le colline al massimo per una settimana, otto giorni dandogliela tutta. Con oggi invece fanno 18 giorni tondi tondi che ho preso la valigia, ho salutato tutti e sono salito sul treno.
18 giorni che mi sembrano una vita, tutta una quotidianitá. La qualitá del tempo, delle esperienze hanno alterato il tempo reale. Misuro tutto secondo un mio tempo interiore. Io sono qui da anni. Anni che mi hanno donato un´assuefazione a un nuovo ambiente che ora armeggio abbastanza bene. Le metro, gli autobus, passeggiare da Marienplatz fino a Stachus o sedermi pensieroso su una delle mille panchine che affollano il giardino della Residenz. E stare semplicemente li. Tutto mi è familiare, come se qui ci fossi nato. Magari le vere sfide sono ancora da venire, ma fin´ora non ho ricevuto grossi traumi (tranne la ricerca alloggio su cui ho speso giá un milione di parole). La metro è facilissima da girare, la sua efficienza piacevolissima. La gente silenziosa, finalmente si puó pensare in santa pace anche per strada o alla fermata dell´autobus. Qui si legge e non si parla al cellulare. Questo è un costume che ammiro e stimo senza riserve. Ogni tanto se sono di buona si mettono a fare conservazione, ma poi non ti attaccano la pezza per tutto il tragitto, non appena arriva la metro o il bus ognuno si fa gli affari suoi. Dio ti ringrazio di tanta grazia.
Considerando tutta questa increibile amalgama di positivitá, accoglienza e immediata familiaritá, è stato per me del tutto naturale cercare di adattarmi il piú possibile agli usi degli autoctoni. Non piú tardi di mercoledí o giovedí scorso mi sono recato da Hugendubel a Marienplatz (sei piani di libri è il paradiso in terra per il sottoscritto) e ho girato tutta la libreria con la ferma intenzione di non uscire da li senza non aver comprato un libro da poter leggere in metro e tramite cui migliorare il mio tedesco. Insomma qua o un giornale, o un e-book o un libro vero e proprio è richiesto per cominciare bene la giornata. A tale meraviglioso, educativo e commovente costume dovevo adattarmi. Cioè loro leggono e io no??? Non sia mai. Gira che ti rigira ho trovato il libro che fa per me. Appena l´ho visto sullo scaffale ho pensato che era li che mi aspettava. Curiosi di sapere che libro è? Facile, ve lo dico subito. La Storia Infinita di Michael Ende. Anzi, meglio detta Die Unendliche Geschichte. Ora alla mattina prendo la metro e quando riesco a sedermi la tiro fuori dalla mia tracolla e mi metto li a leggere. Cominciare cosí ogni singolo giorno è una sinfonia. In questo modo arrivo in ufficio giá con qualche infarinatura di tedesco e mi sento meno arruginito del giorno prima.
Alta cosa che non mi ha creato alcun problema di adattamento è farmi bellamente colazione alla scrivania. Il primo giorno sono arrivato a digiuno, guardandomi attorno per studiare un po´l´atmosfera e capire come ci si muove in un ufficio non italiano. Dopo aver visto che tutti mangiavano e trangugiavano come luridi comodamente seduti alla scrivania, mi sono semplicemente adattato. La mattina dopo nella Ostbahnhof ho adocchiato un baracchino self-service con cornetti di tutti i tipi a 50cent, ne ho preso uno e me lo sono mangiato alla scrivania. Nessuno ha fiatato, anzi, la mia tutor mi ha augurato buona colazione. Da quella mattina li io mi compro la brioche in stazione e me la magno alla scrivania. Semplice e tranquillo.
Qui non frega a nessuno dove vai. Da noi devi avvertire se vai in bagno, se vai a bere, se vai a mangiare, se vai a prendere una boccata d´aria. Insomma avverti per qualsiasi cosa che non credano che te ne vai e scappi in Guatemala. Qui no. Devi andare in bagno? Senza fiatare o avvertire nessuno, ti alzi, infili la porta e vai in bagno. Punto. Quando hai fatto torni e tutti felici come prima. A questa felice usanza mi sono acclimatato dal primo giorno. E meno male che qui funziona cosí.
I languorini spopolano. Come detto ieri a mezzogiorno cascasse il mondo si fa in mensa, si augura Mahlzeit ai colleghi, e ci si rivede tra una mezz´ora. Rientrati dalla mensa peró lo stomaco non è ancora del tutto a posto. Ecco allora comparire i RitterSport o, non piú tardi di ieri, la torta di noci e cannella con rivestimento di pastafrolla. Si mette sul bancone a disposizione di tutti e quando se ne vuole un pezzo, senza tante cerimonie ci si serve. E nessuno fiata.
O giá come l´impressione che finiti i sei mesi mi fermeró qui…
Adoro stare qui. Monaco non ti lascio piú.
mercoledì 30 novembre 2011
martedì 29 novembre 2011
Vita da ufficio
Dopo avervi ragguagliato con il post precedente sulla mia attuale situazione, penso sia venuto il tempo di parlarvi del mio ufficio e delle colleghe che mi circondano.
Poiché non mi è permesso fare pubblicitá al mio ente ospitante o quant´altro d´ora in poi il mio posto di lavoro si chiamerá UF (ovvero Ufficetto Tedesco) e le mie colleghe CT (Colleghe Tedesche), magari nel corso del tirocinio le differenzieró se no non ci capite piú niente voi e neanche io!
Per la prima volta nella mia vita ho una scrivania tutta mia, un computer tutto mio e pure un telefono personalizzato che ancora non mi sono azzardato a utilizzare nel timore di fare figure di pero e spaventare la persona all´altro capo con il mio tedesco avvinazzato. Per me è una cosa del tutto nuova poiché non ho mai lavorato in vita mia. Ebbene si signori, sono uno di quei classici polentoni che fanno una cosa alla volta. Fino a quattro mesi fa sgobbavo sui banchi dell´universitá, ora mi do da fare comodamente seduto alla scrivania. Sono un tipo da una cosa alla volta!
Immaginate la mia ansia e le mille e mille aspettative che avevo il primo giorno di lavoro. Fantasticavo colleghe super efficienti, burbere, silenziose, con sempre qualche pratica in mano da sbrigare, riservate e attente. Temevo i loro sguardi accigliati mentre mi esprimevo nel mio tedesco masticato, vedevo giá le loro menti lavorare a pieno ritmo nel tentativo di decifrare il mio pensiero. Pregavo per non fare brutte figure il primo giorno o, roba ancora peggiore, tipo grippargli la fotocopiatrice o fargli fumare il fax.
Le mie paure sono rimaste tali. Nessuna di queste catastrofi si è avverata. Al contratrio. Dopo una settimana e mezza (abbondiamo va´) di lavoro qui, mi sono fatto l´idea di essere atterrato nell´ufficio piú italiano di tutta Monaco. Qui si fa tranquillamente colazione alla scrivania appena si arriva e nessuno ti dice niente, anzi ti invogliano a mangiare augurandoti buona colazione. I momenti di silenzio sono pochi. Le CT si berciano da una scrivania all´altra i fatti loro. Dove sono andate nel fine settimana, cosa hanno fatto, ma soprattutto ridono. Qui si ride un botto. Io non capisco ancora la loro comicitá. A dirla tutta capisco ancora tre parole su venti. Quindi il piú delle volte vado a senso, oppure mi faccio mostrare con esempi quello che devo fare. Capire è un conto, eseguire un altro. Per il momento peró tutto fila lascio. L´atmosfera è rilassata, oserei dire svaccata al massimo. Le CT mangiano di tutte le ore e di tutto. C´è quella che io chiamo la Mangiona perché dal momento che mi siedo alla scrivania (circa alle 9) non la vedo mai riposare le mandibole. Oggi quando sono arrivato era li che si lavorava una carota annaffiata da una tazza gigante di latte freddo. Nel corso della mattina (dovete sapere che la Mangiona fa il part-time quindi a mezzogiorno leva le tende) poi, in media si fa fuori minimo un´alltra carota, passa quindi alla mela, verso le 11 ha un languorino diverso e allora ammazza un bicchiere di yogurt da 300grammi per finire in bellezza, prima di salutarci, con una tazza di thé aromatizzato seguita da un mandarino. Secondo me mette via il grasso come gli orsi in previsione dell´inverno. Oppure non ha voglia di farsi da mangiare quando arriva a casa e allora mangia come una disperata cosí quando arriva a casa è giá piena e non deve mettersi su un padella di Würstel. Anche se non scommetterei molto sulla seconda opinione. Mi sa che quando arriva a casa vuota comunque la dispensa.
A differenza invece di noi italiani, o mia non so, qua le verdure cavalcano l´onda. In mensa appena entri, subito dietro la lavagnetta con il menú del giorno, c´è l´angolo verdura-insalata fai da te, che io bazzico solo in caso sia disponibile la sgavettata di Kartoffelnsalat. Se no mi dirigo spedito all´angolo dolci/dessert, zuppe e piatto del giorno. Loro invece se non accompagnano la carne o la “pasta” o qualsiasi altra cosa con una terrinetta di verdura non son contenti. Difatti il primo giorno in mensa mi hanno chiesto sfrasato: perché non hai preso la verdura. Ehm….io non la mangio….
Domanda seguita subito dopo dalla constatazione: ma mangi cosí poco??? Certo che mangio cosí poco, la vostra kleine Portion è una media delle nostre. In piú io ho lo stomaco della capienza di un uovo di quaglia. Va da sé che io a confronto loro mangio come un cardellino. Tenendo poi ulteriormente conto che qui la pausa pranzo dura una mezz´oretta scarsa, ovvio che non mi abbotto di roba, se no poi finisce che mi appisolo sulla scrivania. Ah e mi raccomando tenete bene a mente che qui la pausa è a mezzogiorno spaccato. Né un minuto di piú, né un minuto di meno. Il primo giorno ci sono rimasto come uno scemo quando alle 12 precise mi hanno trascinato in mensa. Io ero li che tiravo le 13, come è buon costume in Italia. Neeeeeeeeeeeeeeeee. Qui siamo in Germania, qui si mangia prima. All´una è giá mezz´ora che io sto di nuovo alla scrivania a fare quello che devo fare.
Quando torni in ufficio peró c´è sempre una sorpresa. Una sorpresa chiamata RitterSport. Ogni giorno una delle CT ne porta una tavoletta e la “regala” all´ufficio. Questo è un costume che devo ammettere di gradire molto. E visto che il secondo giorno giá m´ero adattato a mangiarmi bellamente la mia brioche al cioccolato alla scrivania, ho deciso che a breve mi doteró di una tazza tutta mia cosí da potermi anch´io fare i thé o le cioccolate calde.
Dopotutto siamo nell´Unione Europea, sono qui per studiare da vicino la popolazione germanica e cercare di adattarmi il piú possibile ai loro usi e costumi. E allora che adattamento sia!
PS: anticipo giá che alcuni tentativi mossi in questa direzione sono stati coronati da successo, ma questa è un´altra storia e deve essere raccontata in un altro post!
Poiché non mi è permesso fare pubblicitá al mio ente ospitante o quant´altro d´ora in poi il mio posto di lavoro si chiamerá UF (ovvero Ufficetto Tedesco) e le mie colleghe CT (Colleghe Tedesche), magari nel corso del tirocinio le differenzieró se no non ci capite piú niente voi e neanche io!
Per la prima volta nella mia vita ho una scrivania tutta mia, un computer tutto mio e pure un telefono personalizzato che ancora non mi sono azzardato a utilizzare nel timore di fare figure di pero e spaventare la persona all´altro capo con il mio tedesco avvinazzato. Per me è una cosa del tutto nuova poiché non ho mai lavorato in vita mia. Ebbene si signori, sono uno di quei classici polentoni che fanno una cosa alla volta. Fino a quattro mesi fa sgobbavo sui banchi dell´universitá, ora mi do da fare comodamente seduto alla scrivania. Sono un tipo da una cosa alla volta!
Immaginate la mia ansia e le mille e mille aspettative che avevo il primo giorno di lavoro. Fantasticavo colleghe super efficienti, burbere, silenziose, con sempre qualche pratica in mano da sbrigare, riservate e attente. Temevo i loro sguardi accigliati mentre mi esprimevo nel mio tedesco masticato, vedevo giá le loro menti lavorare a pieno ritmo nel tentativo di decifrare il mio pensiero. Pregavo per non fare brutte figure il primo giorno o, roba ancora peggiore, tipo grippargli la fotocopiatrice o fargli fumare il fax.
Le mie paure sono rimaste tali. Nessuna di queste catastrofi si è avverata. Al contratrio. Dopo una settimana e mezza (abbondiamo va´) di lavoro qui, mi sono fatto l´idea di essere atterrato nell´ufficio piú italiano di tutta Monaco. Qui si fa tranquillamente colazione alla scrivania appena si arriva e nessuno ti dice niente, anzi ti invogliano a mangiare augurandoti buona colazione. I momenti di silenzio sono pochi. Le CT si berciano da una scrivania all´altra i fatti loro. Dove sono andate nel fine settimana, cosa hanno fatto, ma soprattutto ridono. Qui si ride un botto. Io non capisco ancora la loro comicitá. A dirla tutta capisco ancora tre parole su venti. Quindi il piú delle volte vado a senso, oppure mi faccio mostrare con esempi quello che devo fare. Capire è un conto, eseguire un altro. Per il momento peró tutto fila lascio. L´atmosfera è rilassata, oserei dire svaccata al massimo. Le CT mangiano di tutte le ore e di tutto. C´è quella che io chiamo la Mangiona perché dal momento che mi siedo alla scrivania (circa alle 9) non la vedo mai riposare le mandibole. Oggi quando sono arrivato era li che si lavorava una carota annaffiata da una tazza gigante di latte freddo. Nel corso della mattina (dovete sapere che la Mangiona fa il part-time quindi a mezzogiorno leva le tende) poi, in media si fa fuori minimo un´alltra carota, passa quindi alla mela, verso le 11 ha un languorino diverso e allora ammazza un bicchiere di yogurt da 300grammi per finire in bellezza, prima di salutarci, con una tazza di thé aromatizzato seguita da un mandarino. Secondo me mette via il grasso come gli orsi in previsione dell´inverno. Oppure non ha voglia di farsi da mangiare quando arriva a casa e allora mangia come una disperata cosí quando arriva a casa è giá piena e non deve mettersi su un padella di Würstel. Anche se non scommetterei molto sulla seconda opinione. Mi sa che quando arriva a casa vuota comunque la dispensa.
A differenza invece di noi italiani, o mia non so, qua le verdure cavalcano l´onda. In mensa appena entri, subito dietro la lavagnetta con il menú del giorno, c´è l´angolo verdura-insalata fai da te, che io bazzico solo in caso sia disponibile la sgavettata di Kartoffelnsalat. Se no mi dirigo spedito all´angolo dolci/dessert, zuppe e piatto del giorno. Loro invece se non accompagnano la carne o la “pasta” o qualsiasi altra cosa con una terrinetta di verdura non son contenti. Difatti il primo giorno in mensa mi hanno chiesto sfrasato: perché non hai preso la verdura. Ehm….io non la mangio….
Domanda seguita subito dopo dalla constatazione: ma mangi cosí poco??? Certo che mangio cosí poco, la vostra kleine Portion è una media delle nostre. In piú io ho lo stomaco della capienza di un uovo di quaglia. Va da sé che io a confronto loro mangio come un cardellino. Tenendo poi ulteriormente conto che qui la pausa pranzo dura una mezz´oretta scarsa, ovvio che non mi abbotto di roba, se no poi finisce che mi appisolo sulla scrivania. Ah e mi raccomando tenete bene a mente che qui la pausa è a mezzogiorno spaccato. Né un minuto di piú, né un minuto di meno. Il primo giorno ci sono rimasto come uno scemo quando alle 12 precise mi hanno trascinato in mensa. Io ero li che tiravo le 13, come è buon costume in Italia. Neeeeeeeeeeeeeeeee. Qui siamo in Germania, qui si mangia prima. All´una è giá mezz´ora che io sto di nuovo alla scrivania a fare quello che devo fare.
Quando torni in ufficio peró c´è sempre una sorpresa. Una sorpresa chiamata RitterSport. Ogni giorno una delle CT ne porta una tavoletta e la “regala” all´ufficio. Questo è un costume che devo ammettere di gradire molto. E visto che il secondo giorno giá m´ero adattato a mangiarmi bellamente la mia brioche al cioccolato alla scrivania, ho deciso che a breve mi doteró di una tazza tutta mia cosí da potermi anch´io fare i thé o le cioccolate calde.
Dopotutto siamo nell´Unione Europea, sono qui per studiare da vicino la popolazione germanica e cercare di adattarmi il piú possibile ai loro usi e costumi. E allora che adattamento sia!
PS: anticipo giá che alcuni tentativi mossi in questa direzione sono stati coronati da successo, ma questa è un´altra storia e deve essere raccontata in un altro post!
lunedì 28 novembre 2011
Incredibili sviluppi
Cari lettori, eccomi di nuovo tra voi.
Dopo una settimana e piu´ di silenzio vi posso ragguagliare sugli ultimi sviluppi dell´avventura-disavventura monachese.
Prima di tutto come avrete capito sono ancora qui. Anzi al mio attivo ho giá una settimana di lavoro nel mio bel ufficetto tedesco e oggi é il secondo lunedi che passo qui. Praticamente un sogno! So che starete morendo dalla curiositá e vorrete sapere come ho risolto il problema sistemazione, dannatissimo alloggio. Non ci crederete mai, ma domenica quando ormai avevo perso ogni speranza e stavo di nuovo impacchettando la valigia, pronto e rassegnato ormai a tornarmene a casa, l´angelo Eireen é venuto in mio soccorso e mi ha salvato offrendomi un posto letto nella sua schiccosissima casetta di marzapane dal tetto a punta e le finestre piccine picció. Quando mi ha offerto tanto posto letto io ho visto la luce in fondo al tunnel. Mentre mi offriva cotanta ospitalitá, fidatevi non sto esagerando, mi tremavano le gambe. Lei ha salvato il mio sogno. Tutt´ora non so come ringraziarla né come sdebitarmi. Con il suo aiuto mi ha regalato questa meravigliosa esperienza e soprattutto mi ha dato l`opportunita di godere a pieno dell`occasione a cui stavo rinunciando per cronica mancanza di alloggi.
Fermi tutti peró. Non pensiate che la mia ricerca sia finita. Tutt´altro. Eireen mi ha offerto una sistemazione temporanea, diciamo cosí una base d´appoggio da cui proseguire con un attimo di respiro la ricerca dell´agognata casa/camera o quello che é. E difatti, altra incredibile news di questo post, è che sabato sono finalmente riuscito a ottenere un appuntamento per andare a vedere una casa. E questa benedetta casa l´ho vista! Non ci potevo credere! Finalmente sono riuscito a vedere una casa qui a Monaco. Ora che la via è aperta niente piú e nessuno mi potrá fermare. Se dovessi riassumere l´esperienza la definirei con due parole: una soddisfazione. Premetto che me la facevo sotto all´idea eh. Voglio dire io sono qui solo, non ho nessuno che mi possa indirizzare, offrire un´indicazione o mi indichi quello che potenzialmente non va o va in una casa. Per non parlare poi dell´annosa questione: come farsi capire in queste situazioni. Il mio tedesco è quello che è e anche in italiano avrei difficoltá a capire di contratti, postille, cauzioni e compagnia briscola. Invece per fortuna l´affittuario era un ragazzo molto simpatico, paziente e disponibile e mi ha spiegato tutto per bene e ha sorvolato alla grande sui miei eventuali strafalcioni nella lingua teotisca. Ce l´ho fatta. Questo è quello che conta, per ora. Se vi state chiedendo se la prenderó sta casa vi dico per direttissima che ci sto pensando. Ho inviato anche altre richieste e voglio tenermi aperte piú porte possibili. Ora che la cosa si è sbloccata, meglio approfittarne no?
Lasciando da parte questo argomento so anche che state morendo dalla curiositá di sapere com´è lavorare nel mio ufficetto tedesco, come sono le mie colleghe (perché vi anticipo giá che sono circondato da sette donne), come me la cavo con il tedesco e come si svolge la mia attivitá di praticante. Bhe, sono spiacente, ma per oggi dovrete attendere. In fondo avete giá ricevuto una valangata di nuove, succosissime informazioni no? Direi che per oggi puó bastare. Nel caso non lo fosse abbastanza chiedo venia in anticipo.
Ultimo pensiero del post di oggi: in vari blog si parla tanto di incontri tra blogger…qui siamo invece giá al passo successivo, la convivenza. Se tra le vostre mille domande c´è anche quella “ma come sará per Eireen avere in casa Toquitax”, posso solo dirvi di chiedere direttamente a lei no? Sono sicuro che soddisferá con piacere la vostra curiositá.
Tschüß an alle!!!!!!!!!!
Dopo una settimana e piu´ di silenzio vi posso ragguagliare sugli ultimi sviluppi dell´avventura-disavventura monachese.
Prima di tutto come avrete capito sono ancora qui. Anzi al mio attivo ho giá una settimana di lavoro nel mio bel ufficetto tedesco e oggi é il secondo lunedi che passo qui. Praticamente un sogno! So che starete morendo dalla curiositá e vorrete sapere come ho risolto il problema sistemazione, dannatissimo alloggio. Non ci crederete mai, ma domenica quando ormai avevo perso ogni speranza e stavo di nuovo impacchettando la valigia, pronto e rassegnato ormai a tornarmene a casa, l´angelo Eireen é venuto in mio soccorso e mi ha salvato offrendomi un posto letto nella sua schiccosissima casetta di marzapane dal tetto a punta e le finestre piccine picció. Quando mi ha offerto tanto posto letto io ho visto la luce in fondo al tunnel. Mentre mi offriva cotanta ospitalitá, fidatevi non sto esagerando, mi tremavano le gambe. Lei ha salvato il mio sogno. Tutt´ora non so come ringraziarla né come sdebitarmi. Con il suo aiuto mi ha regalato questa meravigliosa esperienza e soprattutto mi ha dato l`opportunita di godere a pieno dell`occasione a cui stavo rinunciando per cronica mancanza di alloggi.
Fermi tutti peró. Non pensiate che la mia ricerca sia finita. Tutt´altro. Eireen mi ha offerto una sistemazione temporanea, diciamo cosí una base d´appoggio da cui proseguire con un attimo di respiro la ricerca dell´agognata casa/camera o quello che é. E difatti, altra incredibile news di questo post, è che sabato sono finalmente riuscito a ottenere un appuntamento per andare a vedere una casa. E questa benedetta casa l´ho vista! Non ci potevo credere! Finalmente sono riuscito a vedere una casa qui a Monaco. Ora che la via è aperta niente piú e nessuno mi potrá fermare. Se dovessi riassumere l´esperienza la definirei con due parole: una soddisfazione. Premetto che me la facevo sotto all´idea eh. Voglio dire io sono qui solo, non ho nessuno che mi possa indirizzare, offrire un´indicazione o mi indichi quello che potenzialmente non va o va in una casa. Per non parlare poi dell´annosa questione: come farsi capire in queste situazioni. Il mio tedesco è quello che è e anche in italiano avrei difficoltá a capire di contratti, postille, cauzioni e compagnia briscola. Invece per fortuna l´affittuario era un ragazzo molto simpatico, paziente e disponibile e mi ha spiegato tutto per bene e ha sorvolato alla grande sui miei eventuali strafalcioni nella lingua teotisca. Ce l´ho fatta. Questo è quello che conta, per ora. Se vi state chiedendo se la prenderó sta casa vi dico per direttissima che ci sto pensando. Ho inviato anche altre richieste e voglio tenermi aperte piú porte possibili. Ora che la cosa si è sbloccata, meglio approfittarne no?
Lasciando da parte questo argomento so anche che state morendo dalla curiositá di sapere com´è lavorare nel mio ufficetto tedesco, come sono le mie colleghe (perché vi anticipo giá che sono circondato da sette donne), come me la cavo con il tedesco e come si svolge la mia attivitá di praticante. Bhe, sono spiacente, ma per oggi dovrete attendere. In fondo avete giá ricevuto una valangata di nuove, succosissime informazioni no? Direi che per oggi puó bastare. Nel caso non lo fosse abbastanza chiedo venia in anticipo.
Ultimo pensiero del post di oggi: in vari blog si parla tanto di incontri tra blogger…qui siamo invece giá al passo successivo, la convivenza. Se tra le vostre mille domande c´è anche quella “ma come sará per Eireen avere in casa Toquitax”, posso solo dirvi di chiedere direttamente a lei no? Sono sicuro che soddisferá con piacere la vostra curiositá.
Tschüß an alle!!!!!!!!!!
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sabato 19 novembre 2011
Riassunto del disastro
Oggi è sabato e praticamente la settimana di ricerca alloggio è finita. Domattina devo liberare la camera alle 10 e poi sono in mezzo ad una strada. Se volete un riassunto breve, conciso ed esatto della ricerca mi bastano due parole: un disastro.
Le ho provate tutte e tutti i miei tentativi sono naufragati alla grande. Non ho piu idee, non so più cosa provare nè tentare. Ho mandato almeno una quarantina di mail e nessuno mi ha risposto. Sono andato ancora due volte in mensa a cercare annunci e niente di fatto. Ho provato a chiamare un tizio e la camera era da arredare, per cui niente. Ho chiamato un'altra e dopo una specie di trattativa mi ha liquidato dicendo che i praticanti sono una fonte insicura di entrata d'affitto e quindi ciao. Ho mandato messaggi convulsi a chiunque potesse aiutarmi. Ho chiesto aiuto all'istituto di Cultura Italiana, al Goethe Zentrum di Monaco, sono andato personalmente allo studentato della Caritas per sentirmi dire che si può fare richiesta, ma hanno precedenza i più bisognosi. E quindi bisognava allegare tutta una trafila di carte, referenze, presentazioni da parte della scuola, del prete e altro. Un buco dopo l'altro. Le ho provate veramente tutte. Ho scomodato la gentilissima Eireen che si è offerta di appendere un annuncio a mio nome nella bacheca della sua azienda. Sono sfiduciato e stanco di urlare nel deserto. I siti ormai mi si accavallano davanti gli occhi e gli annunci li conosco quasi a memoria.
Ieri poi c'è stata la ciliegina sulla torta. L'ultima batosta finale che mi ha tolto la speranza e il respiro. Dopo tutti sti tentativi ho gettato la spugna. Ho pensato che se con i miei mezzi non riuscivo a trovare uno straccio di stanza, camera, divano, materasso pulcioso, era ora che scendesse in campo l'artiglieria pesante. Sono andato in una delle tre agenzie immobiliare in croce di Monaco. Quando ho spiegato il mio problema la signorina dietro il bancone mi ha detto che si può fare e mi ha illustrato già un paio di offerte. Tutto bene. Quasi idilliaco. Mi mette in mano una sorta di contratto in italiano, una richiesta scritta di mediazione diciamo. Le dico che mi serve tempo per visionarlo che, disperato si, ma non fesso. Prima lo volevo visionare per bene. Tornato in camera me lo sono letto e riletto. Nella parte relativa alle modalità di pagamento c'era un continuo tira e molla tra IBAN e non IBAN, carta di credito, bonifico, bancomat. Insomma era ambiguo e il mio sesto senso di italiano si è messo in allarme. Qua mi son detto bisogna chiedere. Torno in agenzia e chiedo. Subito sembrava che non ci fossero problemi. Poi la donnina ossigenata ha dato una virata vigorosa e la storia risultata è che: accettano solo carte di credito rilasciate da una banca tedesca presso cui hai aperto un conto corrente. Niente carte di credito italiane, niente bancomat, non c'erano bonifici che tenevano. O così o pomì. Bene, grazie e arrivederci. Ho infilato la porta e buonanotte ai suonatori. Sono uscito che il mio muso toccava terra. Cestinata pure questa ultima sottilissima speranza, io do forfè.
Oltre al danno la beffa.Ttorno in camera, controllo la posta e vedo che uno mi ha risposto alla mail. Stavo quasi per gridare al miracolo. Lo leggo e vedo che non c'entra una mazza con quello che avevo chiesto. Mah. Bho. Non capisco. Tempo dieci minuti e me ne arriva un'altra di mail in cui lo stesso tizio mi diceva che la mail non era per me, di scusarlo che mi aveva confuso con un altro "candidato". Bang, mazzata sul collo.
Mi sarei messo a piangere. Ero come dire annientato. Lo so che posso risultare piagnone, arrendevole e moscio. Ma io sono fatto così e qui mi sto scontrando con i miei limiti. Più di così non so che altro fare. A meno che non accada un miracolo, io sono pronto a chiudere la valigia, salutare i miei mancati colleghi e salire sul primo treno della mattina per Verona.
Si perchè ieri mattina in sé la giornata era cominciata anche bene. Ero andato a presentarmi in azienda per portare a firmare le carte del Learning Agreement. E allora li mi hanno presentato allo staff, mi hanno mostrato la mia scrivania e il mio computer. Tante belle cose. La Super Genia mi ha detto di resistere, di trovare comunque una soluzione alternativa. Vorrei darle ascolto e so che da un lato ha ragione. Oggi voglio stare in raccoglimento, ho tanto da elaborare e metabolizzare, ma soprattutto tanto da accettare.
Spero che qualcosa cambi, altrimenti domattina dopo aver liberato la stanza dovrò andare in stazione a fare il biglietto di ritorno a casa.
Che schifo.
Le ho provate tutte e tutti i miei tentativi sono naufragati alla grande. Non ho piu idee, non so più cosa provare nè tentare. Ho mandato almeno una quarantina di mail e nessuno mi ha risposto. Sono andato ancora due volte in mensa a cercare annunci e niente di fatto. Ho provato a chiamare un tizio e la camera era da arredare, per cui niente. Ho chiamato un'altra e dopo una specie di trattativa mi ha liquidato dicendo che i praticanti sono una fonte insicura di entrata d'affitto e quindi ciao. Ho mandato messaggi convulsi a chiunque potesse aiutarmi. Ho chiesto aiuto all'istituto di Cultura Italiana, al Goethe Zentrum di Monaco, sono andato personalmente allo studentato della Caritas per sentirmi dire che si può fare richiesta, ma hanno precedenza i più bisognosi. E quindi bisognava allegare tutta una trafila di carte, referenze, presentazioni da parte della scuola, del prete e altro. Un buco dopo l'altro. Le ho provate veramente tutte. Ho scomodato la gentilissima Eireen che si è offerta di appendere un annuncio a mio nome nella bacheca della sua azienda. Sono sfiduciato e stanco di urlare nel deserto. I siti ormai mi si accavallano davanti gli occhi e gli annunci li conosco quasi a memoria.
Ieri poi c'è stata la ciliegina sulla torta. L'ultima batosta finale che mi ha tolto la speranza e il respiro. Dopo tutti sti tentativi ho gettato la spugna. Ho pensato che se con i miei mezzi non riuscivo a trovare uno straccio di stanza, camera, divano, materasso pulcioso, era ora che scendesse in campo l'artiglieria pesante. Sono andato in una delle tre agenzie immobiliare in croce di Monaco. Quando ho spiegato il mio problema la signorina dietro il bancone mi ha detto che si può fare e mi ha illustrato già un paio di offerte. Tutto bene. Quasi idilliaco. Mi mette in mano una sorta di contratto in italiano, una richiesta scritta di mediazione diciamo. Le dico che mi serve tempo per visionarlo che, disperato si, ma non fesso. Prima lo volevo visionare per bene. Tornato in camera me lo sono letto e riletto. Nella parte relativa alle modalità di pagamento c'era un continuo tira e molla tra IBAN e non IBAN, carta di credito, bonifico, bancomat. Insomma era ambiguo e il mio sesto senso di italiano si è messo in allarme. Qua mi son detto bisogna chiedere. Torno in agenzia e chiedo. Subito sembrava che non ci fossero problemi. Poi la donnina ossigenata ha dato una virata vigorosa e la storia risultata è che: accettano solo carte di credito rilasciate da una banca tedesca presso cui hai aperto un conto corrente. Niente carte di credito italiane, niente bancomat, non c'erano bonifici che tenevano. O così o pomì. Bene, grazie e arrivederci. Ho infilato la porta e buonanotte ai suonatori. Sono uscito che il mio muso toccava terra. Cestinata pure questa ultima sottilissima speranza, io do forfè.
Oltre al danno la beffa.Ttorno in camera, controllo la posta e vedo che uno mi ha risposto alla mail. Stavo quasi per gridare al miracolo. Lo leggo e vedo che non c'entra una mazza con quello che avevo chiesto. Mah. Bho. Non capisco. Tempo dieci minuti e me ne arriva un'altra di mail in cui lo stesso tizio mi diceva che la mail non era per me, di scusarlo che mi aveva confuso con un altro "candidato". Bang, mazzata sul collo.
Mi sarei messo a piangere. Ero come dire annientato. Lo so che posso risultare piagnone, arrendevole e moscio. Ma io sono fatto così e qui mi sto scontrando con i miei limiti. Più di così non so che altro fare. A meno che non accada un miracolo, io sono pronto a chiudere la valigia, salutare i miei mancati colleghi e salire sul primo treno della mattina per Verona.
Si perchè ieri mattina in sé la giornata era cominciata anche bene. Ero andato a presentarmi in azienda per portare a firmare le carte del Learning Agreement. E allora li mi hanno presentato allo staff, mi hanno mostrato la mia scrivania e il mio computer. Tante belle cose. La Super Genia mi ha detto di resistere, di trovare comunque una soluzione alternativa. Vorrei darle ascolto e so che da un lato ha ragione. Oggi voglio stare in raccoglimento, ho tanto da elaborare e metabolizzare, ma soprattutto tanto da accettare.
Spero che qualcosa cambi, altrimenti domattina dopo aver liberato la stanza dovrò andare in stazione a fare il biglietto di ritorno a casa.
Che schifo.
martedì 15 novembre 2011
Die Suche geht weiter...
Eccoci a martedì. Secondo giorno della caccia al tesoro (sarebbe il terzo, ma domenica è stata usata solo di viaggio quindi non la conto). Ieri mi sono dedicato all’informazione e sensibilizzazione, alla richiesta e alla ricerca. Tutti elementi indispensabili senza l’aiuto di Internet che ho provveduto subito a farmi attivare. Al momento mi trovo al Kolpinghaus, studentato a tre vie dalla stazione che offre anche stanze per turisti a mo’ di pensionato.
Dopo aver compiuto il primo passo essenziale mi sono dato al secondo: la mobilità illimitata. Benvenuta Isarcard che mi permette di prendere qualsiasi mezzo di trasporto dalle 9 in poi per tutte e tre le zone della Innenraum. Poi visto che ero a un tiro di schioppo sono andato a informarmi all’Ufficio Turistico tre porte più in là della stazione (dove potevo andare se no?). Li ho spiegato la mia situazione e udite udite la signora del bancone si è detta scandalizzata per la mia situazione da “letto disperatamente cercasi”. La sua gentile frase di incoraggiamento è stata: “Non smetta di insistere con l’ente che la ospita, dovrebbe essere lui per primo a metterla in grado di trovare qualcosa, dovrebbero pensare loro a questo problema”. Non lo dica a me volevo risponderle. Com’è come non è sta patata bollente tocca a me. Comunque il suo consiglio si è rivelato valido. Mi ha detto di andare su muenchen.de e cercare la lista aggiornata di tutti i Wohnheime registrati. Grazie cocca ottima dritta.
Già che ero per strada sono andato a farmi un giretto alla mensa dell’Università, a visionare annuncio per annuncio alla ricerca di quello che faceva al caso mio. Ce n’erano pochissimi. Lo so che penserete, ma capitano tutte a questo qui, ma vi giuro che se avessi cercato un lavoro come insegnante di italiano, traduttore, ripetizionista d’italiano ecc avrei trovato penso una 20 di clienti papabili. In fatto di coinquilini ne ho reperiti due, non ancora esauriti. Gli altri erano tutti con la parte inferiore massacrata e strappata, bello l’annuncio rimasto, altrettanto il numero di telefono scomparso. Degli altri che mi erano rimasti c’era l’indirizzo mail. Ho mandato una mail a entrambi, ma per il momento tutto tace.
Tornato al covo operativo ho attivato internet e ci ho dato dentro con la ricerca. Ho trovato la pratica lista di Wohnheime e ho cominciato a passarli alla grande. Purtroppo ho dovuto fare una scrematura. Eliminando quelli prettamente femminili, quelli altamente specializzati (rivolti solo a studenti delle Hochschule per esempio) e quelli già visionati da casa, me ne sono rimasti quattro. Per la legge del copia/incolla ho mandato a tutti una mail uguale e ho atteso gentile riscontro. Tre hanno già risposto dicendo che posto non ne hanno, uno addirittura è pieno fino a agosto 2012, mazza! Aspetto il quarto per vedere che mi dice, sperando nella grazia divina.
Direi comunque che come primo giorno di attività non c’è stato male. Ho già scartato un bel po’ di alternative, in questi casi le mail sono stracomode, senza correre da un lato all’altro della città ho già avuto delle risposte e posso occupare la mente con altre idee e/o progetti. Oggi è martedì e inizia il secondo giorno della caccia al tesoro. Se vorrete illuminarmi ancora sono qua!
Dopo aver compiuto il primo passo essenziale mi sono dato al secondo: la mobilità illimitata. Benvenuta Isarcard che mi permette di prendere qualsiasi mezzo di trasporto dalle 9 in poi per tutte e tre le zone della Innenraum. Poi visto che ero a un tiro di schioppo sono andato a informarmi all’Ufficio Turistico tre porte più in là della stazione (dove potevo andare se no?). Li ho spiegato la mia situazione e udite udite la signora del bancone si è detta scandalizzata per la mia situazione da “letto disperatamente cercasi”. La sua gentile frase di incoraggiamento è stata: “Non smetta di insistere con l’ente che la ospita, dovrebbe essere lui per primo a metterla in grado di trovare qualcosa, dovrebbero pensare loro a questo problema”. Non lo dica a me volevo risponderle. Com’è come non è sta patata bollente tocca a me. Comunque il suo consiglio si è rivelato valido. Mi ha detto di andare su muenchen.de e cercare la lista aggiornata di tutti i Wohnheime registrati. Grazie cocca ottima dritta.
Già che ero per strada sono andato a farmi un giretto alla mensa dell’Università, a visionare annuncio per annuncio alla ricerca di quello che faceva al caso mio. Ce n’erano pochissimi. Lo so che penserete, ma capitano tutte a questo qui, ma vi giuro che se avessi cercato un lavoro come insegnante di italiano, traduttore, ripetizionista d’italiano ecc avrei trovato penso una 20 di clienti papabili. In fatto di coinquilini ne ho reperiti due, non ancora esauriti. Gli altri erano tutti con la parte inferiore massacrata e strappata, bello l’annuncio rimasto, altrettanto il numero di telefono scomparso. Degli altri che mi erano rimasti c’era l’indirizzo mail. Ho mandato una mail a entrambi, ma per il momento tutto tace.
Tornato al covo operativo ho attivato internet e ci ho dato dentro con la ricerca. Ho trovato la pratica lista di Wohnheime e ho cominciato a passarli alla grande. Purtroppo ho dovuto fare una scrematura. Eliminando quelli prettamente femminili, quelli altamente specializzati (rivolti solo a studenti delle Hochschule per esempio) e quelli già visionati da casa, me ne sono rimasti quattro. Per la legge del copia/incolla ho mandato a tutti una mail uguale e ho atteso gentile riscontro. Tre hanno già risposto dicendo che posto non ne hanno, uno addirittura è pieno fino a agosto 2012, mazza! Aspetto il quarto per vedere che mi dice, sperando nella grazia divina.
Direi comunque che come primo giorno di attività non c’è stato male. Ho già scartato un bel po’ di alternative, in questi casi le mail sono stracomode, senza correre da un lato all’altro della città ho già avuto delle risposte e posso occupare la mente con altre idee e/o progetti. Oggi è martedì e inizia il secondo giorno della caccia al tesoro. Se vorrete illuminarmi ancora sono qua!
giovedì 10 novembre 2011
Sentimenti in libertà
Non sono ancora partito e già mi sento benissimo e malissimo allo stesso tempo.
Benissimo perchè vado a Monaco, perchè ci vado a lavorare, perchè la potrò chiamare casa per sei mesi.
Malissimo perchè lascio casa mia, il mio quartiere e le mie colline, la Super Genia, perchè vado incontro all'ignoto, in una casa nuova, con una valigia come armadio e il tedesco come lingua di tutti i giorni.
Benissimo perchè ho sperato, ho pregato, ho cercato questa opportunità e mi sono smazzato per avere il diritto ad averla.
Malissimo perchè ho paura della nuova routine, di non farcela con la spesa, la casa, eventuali coinquilini e casini burocratici, di non sopportare il freddo intenso, gestire il pacchetto espatrio.
Benissimo perchè parlerò tedesco tutto il santo giorno e lo migliorerò, potrò andare finalmente nei musei, passeggiare per calma per le strade senza comitive da aspettare, gruppi da sopportare.
Malissimo perchè mi impensierisce la ricerca della casa, la fatica del lavoro, le corse in metro quando io sono abituato al puro autobus.
Benissimo perchè è la mia prima vera occasione fuori di casa, indipendente e libero.
Malissimo perchè è la mia prima vera occasione fuori di casa, indipendente e libero.
Benissimo perchè ho l'occasione di poter dimostrare agli altri ma soprattutto a me stesso chi sono, cosa so fare e se ho le palle al posto giusto.
Malissimo perchè stavolta non ci saranno i miei a consigliarmi, guidarmi, mettermi in guardia. Se ci saranno casini saranno unicamente ed esclusivamente miei.
Benissimo perchè quando tornerò per le vacanze di Natale gli incontri saranno più gioiosi che mai e ci saranno ore e ore di esperienze da scambiare, discussioni e gossip arretrati.
Malissimo perchè per questo periodo uscirò dalle vite delle persone a cui voglio più bene e la loro routine non coinciderà più pressappoco con la mia. Le nostre vite si slegheranno per un po' e temo di non ritrovare quella confidenza e quel calore al mio ritorno.
Benissimo perchè ho coronato un sogno da lungo cullato e desiderato e ora sono messo di fronte alla vastità della mia scelta.
Malissimo perchè un sogno è stato esaudito e presto ne nasceranno altri nuovi con il loro carico di aspettative, ansie, gioie, delusioni, speranze.
Benissimo perchè finalmente potrò stare a stretto contatto con questi bavari, tedeschi atipici e relazionarmi con loro. Forse persino scherzarci.
Malissimo perchè non so cosa mi aspetta dietro l'angolo, se la classica freddezza teutonica o se l'esuberanza bavara che un po' cozza con la mia timidezza un po' indagatrice.
Benissimo perchè già solo il viaggio in treno è un'avventura meravigliosa e vedrò un paesaggio nuovo e tante stazioni mai conosciute prima.
Malissimo perchè l'arrivo al binario alla Hauptbahnhof significherà la fine del sogno e lo scontro con la dura realtà e li bisognerà mettersi le gambe in spalla e filare.
Benissimo perchè è semplicemente Monaco.
Malissimo perchè non è casa.
Oggi sto così. Domani chissà. Intanto mi godo tutto quello che sento.
Continuerò a lasciarmi sorprendere. In bene e in male.
Sentendomi benissimo e malissimo.
Benissimo perchè vado a Monaco, perchè ci vado a lavorare, perchè la potrò chiamare casa per sei mesi.
Malissimo perchè lascio casa mia, il mio quartiere e le mie colline, la Super Genia, perchè vado incontro all'ignoto, in una casa nuova, con una valigia come armadio e il tedesco come lingua di tutti i giorni.
Benissimo perchè ho sperato, ho pregato, ho cercato questa opportunità e mi sono smazzato per avere il diritto ad averla.
Malissimo perchè ho paura della nuova routine, di non farcela con la spesa, la casa, eventuali coinquilini e casini burocratici, di non sopportare il freddo intenso, gestire il pacchetto espatrio.
Benissimo perchè parlerò tedesco tutto il santo giorno e lo migliorerò, potrò andare finalmente nei musei, passeggiare per calma per le strade senza comitive da aspettare, gruppi da sopportare.
Malissimo perchè mi impensierisce la ricerca della casa, la fatica del lavoro, le corse in metro quando io sono abituato al puro autobus.
Benissimo perchè è la mia prima vera occasione fuori di casa, indipendente e libero.
Malissimo perchè è la mia prima vera occasione fuori di casa, indipendente e libero.
Benissimo perchè ho l'occasione di poter dimostrare agli altri ma soprattutto a me stesso chi sono, cosa so fare e se ho le palle al posto giusto.
Malissimo perchè stavolta non ci saranno i miei a consigliarmi, guidarmi, mettermi in guardia. Se ci saranno casini saranno unicamente ed esclusivamente miei.
Benissimo perchè quando tornerò per le vacanze di Natale gli incontri saranno più gioiosi che mai e ci saranno ore e ore di esperienze da scambiare, discussioni e gossip arretrati.
Malissimo perchè per questo periodo uscirò dalle vite delle persone a cui voglio più bene e la loro routine non coinciderà più pressappoco con la mia. Le nostre vite si slegheranno per un po' e temo di non ritrovare quella confidenza e quel calore al mio ritorno.
Benissimo perchè ho coronato un sogno da lungo cullato e desiderato e ora sono messo di fronte alla vastità della mia scelta.
Malissimo perchè un sogno è stato esaudito e presto ne nasceranno altri nuovi con il loro carico di aspettative, ansie, gioie, delusioni, speranze.
Benissimo perchè finalmente potrò stare a stretto contatto con questi bavari, tedeschi atipici e relazionarmi con loro. Forse persino scherzarci.
Malissimo perchè non so cosa mi aspetta dietro l'angolo, se la classica freddezza teutonica o se l'esuberanza bavara che un po' cozza con la mia timidezza un po' indagatrice.
Benissimo perchè già solo il viaggio in treno è un'avventura meravigliosa e vedrò un paesaggio nuovo e tante stazioni mai conosciute prima.
Malissimo perchè l'arrivo al binario alla Hauptbahnhof significherà la fine del sogno e lo scontro con la dura realtà e li bisognerà mettersi le gambe in spalla e filare.
Benissimo perchè è semplicemente Monaco.
Malissimo perchè non è casa.
Oggi sto così. Domani chissà. Intanto mi godo tutto quello che sento.
Continuerò a lasciarmi sorprendere. In bene e in male.
Sentendomi benissimo e malissimo.
martedì 8 novembre 2011
Nuvole sparse con qualche schiarita
Caro diario telematico,
oggi sono andato a Trento a firmare il mio contratto di tirocinio. Mi hanno accompagnato il papà guidatore e la mamma zuccherina. Pioveva a catinelle e sulle montagne che costeggiano l'autostrada si rincorrevano i nuvoloni di nebbia. Sembrava una scena da Signore degli Anelli, mi sentivo Frodo insieme alla Compagnia che si fa una scampagnata nei boschi nei dintorni di Moria. Mi faceva un effetto strano percorrere per l'ennesima volta quell'autostrada. Ormai quante volte l'avrò percorsa? Bha, tante comunque.
I tergicristalli spazzavano via le gocce di pioggia mentre filavamo verso Trento. Un gentile cartello autostradale ci ha informato per tempo che l'uscita di Trento centro era chiusa, così abbiamo ripiegato su Trento sud. Seguiti i cartelli diligentemente siamo riusciti a trovare parcheggio dietro il Castello del Buonconsiglio. Meglio di così si muore. Scendi, apri gli ombrelli e incamminati verso l'Università. Cammina cammina. Ci siam negati per bene le scarpe. Finalmente siamo giunti a destinazione, nella stessa sede dove avevo sostenuto il colloquio orale. Chiedo al gentile omino che sta dietro al bancone dove posso trovare l'ufficio internazionale.
"L'Ufficio oggi apre dalle 15 al pubblico"
"Ma io ho un appuntamento. Mi hanno detto di presentarmi qui alle 10"
"Con chi deve parlare?"
"Con Drusilla Polemoni"
"È strano perchè di solito mi avvisa se ha appuntamenti al mattino. Non so nemmeno se farla salire"
"Eh ma a me hanno detto così"
"Un attimo che chiamo su e controllo"
... e li stavo mandando giù maledizioni perchè se mi aveva fatto venire alle 10 e magari si era pure dimenticata che mi aveva dato lei appuntamento, appena la vedevo la crepavo di parole. L'omino annuisce al ricevitore varie volte, infine riattacca.
"Ah si, aveva ragione lei. Si era dimenticata di avvisarmi. Salga pure, 4 piano"
E via di scale. La graziosa signorina era li ad attendermi in cima alle scale, davanti alla porta dell'ufficio. Ci fa gentilmente accomodare e mi scodella una cartellina dopo l'altra piena zeppa di documenti, dichiarazioni, moduli da compilare e autografi da fare. Ha comiciato con l'illustrarmi le varie modalità che mi sono letto da me e che ormai non sono più novità, ma formalità date per assodate. Mi ha fatto firmare il contratto e poi con fare sopreso guarda le date stampate sopra e esclama:
"Ah che bello, ma quindi parte già domani?"
"A dire la verità no. Mi servirebbe più tempo. Ma penso di potermi organizzare in qualche modo per venerdì. Se i tempi che mi avete dato sono quelli cerco di rispettarli. Se dovessi cominciare a lavorare in ritardo mi scuserò in prima persona"
"Ah perchè ci sono problemi logistici? Bhe ma allora vediamo di rimediare. Quando vorrebbe partire?"
"Minimo domenica 13"
"Allora mi aspetti un attimo, vado a ristampare la pagina del contratto con le date. Intanto mi riempia con i suoi dati questi altri moduli"
Ollà. Caro diario mi sono sentito un figo e penso finalmente di aver capito come far funzionare la burocrazia in Italia. Facendo i finti tonti e scaricando i barili. Non appena la gentile signorina ha saputo che indirettamente avrei dato la colpa a loro, mi ha cambiato le date. I miracoli bisogna anche saperli far accadere, in certi casi.
Tutta baldanzosa è tornata con il contratto modificato, ho firmato altri fogli denominati Learning Agreement che una volta a destinazione dovrò provvedere a far firmare dalla mia tutor e poi mandarne due copie a Trento. Vabbè, si farà anche questa. Ora l'importante è aver un attimo posticipato la partenza perchè io strangolato e ansioso non voglio partire. Voglio fare le robe fatte bene e con ordine. Strette di mani e auguri, ci sentiremo presto e ciao. Ah per inciso io sulla borsa ci pago pure di tasse, quindi la somma erogata è lorda. Ah però. Ora della fine mi resterà unicamente la gloria di aver vinto il posto grazie al mio tedesco pazzo. Bhe prendiamo quello che viene va là, di più non possiamo chiedere.
Dopo tanta pioggia sulla via del ritorno il cielo era ancora nuvoloso, ma non pioveva più. Verso Sud si intravedevano pure delle strisce di luce chiara. Mi sono rassicurato.
L'hai capita la metafora, diario mio?
oggi sono andato a Trento a firmare il mio contratto di tirocinio. Mi hanno accompagnato il papà guidatore e la mamma zuccherina. Pioveva a catinelle e sulle montagne che costeggiano l'autostrada si rincorrevano i nuvoloni di nebbia. Sembrava una scena da Signore degli Anelli, mi sentivo Frodo insieme alla Compagnia che si fa una scampagnata nei boschi nei dintorni di Moria. Mi faceva un effetto strano percorrere per l'ennesima volta quell'autostrada. Ormai quante volte l'avrò percorsa? Bha, tante comunque.
I tergicristalli spazzavano via le gocce di pioggia mentre filavamo verso Trento. Un gentile cartello autostradale ci ha informato per tempo che l'uscita di Trento centro era chiusa, così abbiamo ripiegato su Trento sud. Seguiti i cartelli diligentemente siamo riusciti a trovare parcheggio dietro il Castello del Buonconsiglio. Meglio di così si muore. Scendi, apri gli ombrelli e incamminati verso l'Università. Cammina cammina. Ci siam negati per bene le scarpe. Finalmente siamo giunti a destinazione, nella stessa sede dove avevo sostenuto il colloquio orale. Chiedo al gentile omino che sta dietro al bancone dove posso trovare l'ufficio internazionale.
"L'Ufficio oggi apre dalle 15 al pubblico"
"Ma io ho un appuntamento. Mi hanno detto di presentarmi qui alle 10"
"Con chi deve parlare?"
"Con Drusilla Polemoni"
"È strano perchè di solito mi avvisa se ha appuntamenti al mattino. Non so nemmeno se farla salire"
"Eh ma a me hanno detto così"
"Un attimo che chiamo su e controllo"
... e li stavo mandando giù maledizioni perchè se mi aveva fatto venire alle 10 e magari si era pure dimenticata che mi aveva dato lei appuntamento, appena la vedevo la crepavo di parole. L'omino annuisce al ricevitore varie volte, infine riattacca.
"Ah si, aveva ragione lei. Si era dimenticata di avvisarmi. Salga pure, 4 piano"
E via di scale. La graziosa signorina era li ad attendermi in cima alle scale, davanti alla porta dell'ufficio. Ci fa gentilmente accomodare e mi scodella una cartellina dopo l'altra piena zeppa di documenti, dichiarazioni, moduli da compilare e autografi da fare. Ha comiciato con l'illustrarmi le varie modalità che mi sono letto da me e che ormai non sono più novità, ma formalità date per assodate. Mi ha fatto firmare il contratto e poi con fare sopreso guarda le date stampate sopra e esclama:
"Ah che bello, ma quindi parte già domani?"
"A dire la verità no. Mi servirebbe più tempo. Ma penso di potermi organizzare in qualche modo per venerdì. Se i tempi che mi avete dato sono quelli cerco di rispettarli. Se dovessi cominciare a lavorare in ritardo mi scuserò in prima persona"
"Ah perchè ci sono problemi logistici? Bhe ma allora vediamo di rimediare. Quando vorrebbe partire?"
"Minimo domenica 13"
"Allora mi aspetti un attimo, vado a ristampare la pagina del contratto con le date. Intanto mi riempia con i suoi dati questi altri moduli"
Ollà. Caro diario mi sono sentito un figo e penso finalmente di aver capito come far funzionare la burocrazia in Italia. Facendo i finti tonti e scaricando i barili. Non appena la gentile signorina ha saputo che indirettamente avrei dato la colpa a loro, mi ha cambiato le date. I miracoli bisogna anche saperli far accadere, in certi casi.
Tutta baldanzosa è tornata con il contratto modificato, ho firmato altri fogli denominati Learning Agreement che una volta a destinazione dovrò provvedere a far firmare dalla mia tutor e poi mandarne due copie a Trento. Vabbè, si farà anche questa. Ora l'importante è aver un attimo posticipato la partenza perchè io strangolato e ansioso non voglio partire. Voglio fare le robe fatte bene e con ordine. Strette di mani e auguri, ci sentiremo presto e ciao. Ah per inciso io sulla borsa ci pago pure di tasse, quindi la somma erogata è lorda. Ah però. Ora della fine mi resterà unicamente la gloria di aver vinto il posto grazie al mio tedesco pazzo. Bhe prendiamo quello che viene va là, di più non possiamo chiedere.
Dopo tanta pioggia sulla via del ritorno il cielo era ancora nuvoloso, ma non pioveva più. Verso Sud si intravedevano pure delle strisce di luce chiara. Mi sono rassicurato.
L'hai capita la metafora, diario mio?
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