Oggi è una settimana che sono rientrato nella mia vecchia vita con la mia nuova pelle. E per non stare qua ad annoiarvi con tutte le mille teghe mentali che mi sono fatto, ve la taglio corta e faccio una lista della spesa, in stile minimalista, di quello che non mi mancava di casa e di quello che ho scoperto mi mancava, ma di cui non mi rendevo conto perchè troppo distratto dai casini immobiliari e dalla novità di vivere a Monaco.
Quello che non mi mancava:
-le code in posta e la tipa allo sportello che bercia a tutti quanti gli affari miei
-le vecchie che ti passano via al supermercato al banco del pane e alla cassa
-i pettegoli di paese che ti fermano per strada per chiederti come va la tua permanenza in Germania quando prima manco se gli morivi davanti gliene infischiava qualcosa
-la brutta abitudine di non stare in fila indiana agli sportelli e guadagnare posti facendo finta di niente
-lo spintonamento per salire e scendere dall'autobus nonchè il fatto di starti tutto addosso nel tentativo di farsi lasciare il posto a sedere
-lo stare impitonati nelle zone di transito e stare li a contarsela con chi ti accompagna (tesoro puoi gossippare finchè vuoi, ma almeno scrostati dalla corsia centrale e lasciami passare)
-il mega affollamento sull'autobus e il continuo berciare al telefonino o al vicino raccontando a tutti gli altri passeggeri gli affari tuoi (fidati caro amico che non ce ne può fregar di meno)
Quello che mi mancava:
-le passeggiate in montagna con la Super Genia e le nostre risate complici, il suo entusiasmo e ottimismo, il suo buonumore e umorismo
-le Gocciole come colazione
-i pacchi di biscotti al supermercato che ti strizzano l'occhio dallo scaffale promettendoti uno stomaco pieno e un'intima sensazione di piacere
-le colline del mio paese
-parlare con i miei modi bislacchi di dire senza ridurre la conversazione ai minimi termini per evitare di infilare più strafalcioni del dovuto
-il cielo azzurro e la camera illuminata dai raggi del sole
-mandare messaggi senza spendere un patrimonio
Ammetto di essere sorpreso di non sentire una nostalgia pressante per Monaco e stare così bene a casa mia nonostante le libertà acquisite espatriando. Ma ho placato la mia coscienza dicendomi che c'è un tempo per ogni cosa e questo è il momento di godersi al meglio il ritorno a casa con i nuovi occhi interiori che l'espatrio mi ha donato. E ritrovare la novità nel consueto. La lista delle sorprese iniziate a Monaco continua anche a Verona e questo risvolto mi piace molto. Ho capito che forse non è dove stai che conta, ma come ci stai.
In più è stata una settimana pienissima: e le visite ai parenti, le rimpatriate con i quattro gatti di amici che mi son rimasti, i messaggi di bentornato che sono affluiti, le consegne dei regali di Natale ecc. In pratica ho fatto più robe sta settimana che non in 23 anni di permanenza qui. Eh va bhe. Prendiamo quello che viene. Ho ritrovato persone sinceramente interessate a sapere della mia esperienza e ad ascoltare le riflessioni fatte lassù e altre che invece hanno preferito sorvolare evitando addirittura di chiedermi come mi trovavo oltreBrennero. Solo che i silenzi sono arrivati da chi credevo si sarebbe interessato e l'interesse è arrivato da chi credevo se ne sarebbe fregato altamente. Sorprese su sorprese. Una volta la loro indifferenza mi avrebbe ferito, svilendo in maniera impercettibile il mio stato d'animo. Stavolta invece ho provato della sincera compassione (nel senso migliore del termine) per loro. Voler bene ad una persona significa anche saperne accettare i limiti.