martedì 11 giugno 2013

La mia geografia

Per la mia iniziativa delle 25coseX25anni ho ricevuto un discreto numero di mail e la maggior parte dei mittenti mi invitava a fare un viaggio (e chi non vorrebbe farne uno quando capita?) proponendomi tra le mete le più disparate. In Italia e in Europa. Mi sono accorto di essere di un'ignoranza canina nella conoscenza non solo dell'Europa, ma della stessa Italia.

Alcuni m'han detto "vieni a Torino", altri "cala a Napoli", altri ancora "cosa aspetti a venire a Siracusa?" E li ho fatto mente locale. Ho ripassato una a una le città, i posti e le località visitate. In Italia. Ho preso una mappa scrausa del nostro amato Stivale e mi sono segnato in nero tutte le destinazioni di gite scolastiche, gitarelle fuori porta d'un giorno, fine settimana estemporanei, vacanze vere e proprie. Il risultato è che avrò visto un quinto (a voler essere generosi) del nostro Belpaese. M'ha dato da pensare. Come mai non ho girato per prima cosa in lungo e in largo il mio di paese, ma ho sempre preferito valicare le Alpi e farmi coccolare (e anche bastonare) dai mangiapatate a tradimento? Tre le motivazioni che mi son sembrate plausibili:

1) All'epoca ero consumato dall'amore incondizionato per tutto quello che era tedesco, bavaro, monachese, berlinese, dresdenese. Qualsiasi cosa insomma fosse lontanamente imparentata con il mondo germanico mi faceva andare in brodo di giuggole;

2) Viaggiare all'estero in alcuni casi è più conveniente che viaggiare in Italia. La nostra penisola è carissima. Ok, ci sono mete più care e altre meno care, ci sono soluzioni più dispendiose e altre meno, dipende da come è abituato uno e cosa intende per "vacanza" e "relax", ma obiettivamente scorrazzare per la Repubblica delle Banane significa avere il portafogli sempre a portata di mano (o la carta di credito o il bancomat se li avete);

3) Si pensa sempre che per visitare il proprio paese ci sia tutto il tempo di questo mondo e di quell'altro. Si ragiona più o meno in questi termini: "perché dovrei perdere tempo a vedere il mio di paese, quando là fuori c'è una marea di roba, culture e posti da vedere e esplorare!" Con il risultato poi che si gira la valle della Loira come la cantina di casa e si consulta GoogleMaps per vedere dove sta Campobasso;

Al che con la cartina sotto gli occhi ho notato che nella stessa provincia di Verona e Lago di Garda ho dei buchi considerevoli da riempire. 
Che anche nel mio stesso Veneto non ho ancora visitato né Treviso né Belluno né Rovigo, ma solo Vicenza, Bassano del Grappa, Padova e Venezia. 
Che in Trentino-Alto Adige ho visto solo Trento, Bolzano e Bressanone.
Che in Friuli-Venezia Giulia ho visto solo Trieste.
Che in Lombardia ho visto solo Mantova, Brescia, Cremona, Como e Milano.
Che in Piemonte ho visto solo il Lago Maggiore con Stresa e le isole Borromee.
Che in Emilia-Romagna ho visto solo Bologna, Ravenna, Ferrara, San Mauro Mare, Cesenatico e Bellaria.
Che in Toscana ho visto solo Firenze, Pisa, Siena, San Gimignano, Volterra, l'Isola d'Elba e Castiglione della Pescaia.
Che in Umbria ho visto solo Perugia (dall'autostrada) e Assisi.
Che in Lazio ho visto solo ed unicamente Roma. 
Che insomma la Liguria, il 99,9% del Piemonte, la Val d'Aosta e tutto il Sud Italia non so manco che aspetto abbiano. 

Per cui ho deciso. L'estero ci sta, ma d'ora in poi darò priorità alle mete interne. Per colmare le lacune della mia geografia! Tempo e dinero permettendo s'intende..!

giovedì 6 giugno 2013

Il tormentone della settimana

Avete presente quando una canzone vi si incastra tra le celluline grigie e non ve la togliete più dalla testa? La canticchiate per strada, la berciate sotto la doccia, la ululate tutto il santo giorno con le cuffie nelle orecchie, vi addormentate cantandola in testa come una ninna nanna e vi svegliate ancora con il ritornello che, inceppato, non fa che ripetersi all'infinito. A me capita da una settimana ininterrotta con 'sta canzone:



Ascoltatela con parsimonia, crea dipendenza. E ora scusatemi ma devo correre a un gruppo di sostegno sulla disintossicazione da canzonette orecchiabili.

lunedì 3 giugno 2013

Educazione musicale

Che, alla fine, si parla tanto dei ruoli dei genitori come educatori e salvadanai ambulanti, ma nessuno parla degli altri "risvolti" dell'educatore. Ok il bon ton, l'aggiungere il sale all'acqua della pasta, capire in quale anta riposa la pentola a pressione e in quale l'oliera, ma l'educazione musicale? o l'educazione alla buona letteratura? Non per vantarmi (chi io?? e quando mai!!), ma in questo senso i Torquigenitori sono stati pedagogici al massimo. Anche se in maniera del tutto innocente.

C'è da dire che i miei in fatto di gusti musicali sono dei nostalgici. E dei melodici. I TorquiG non hanno mai offerto asilo all'hard rock, all'heavy metal e altre tipologie strillone e eccessive. Il grande amore di gioventù della Torquimamma è stato Lucio Battisti. La mattina spazzava casa cantando rapita Acqua azzurra, acqua chiara o I giardini di marzo. Amor sacro a cui faceva da contraltare l'amore profano per Renato Zero. Non si autodefinisce propriamente una fedelissima sorcina, ma una simpatizzante. Certo, i grandi classici del Renatone sono degli evergreen. Chi non ha mai sculettato o berciato convinto il ritornello di Triangolo? Io si. Tutte le volte. O chi non ha mai ascoltato I migliori anni della nostra vita senza una certa emozione nello stomaco? Io!! E lo rivendico con orgoglio!

Intorno a questi inarrivabili ruotavano una miriade di artisti minori i cui brani più sensazionali erano registrati a casaccio su delle cassette-patchwork che la Torquimamma metteva su per conciliarle l'attività gastronomica. Mentre impastava la pizza ecco echeggiare per la cucina Maledetta primavera della Goggi o Ma che freddo fa di Nada o Minuetto della Mia Martini o Non voglio mica la luna di Fiordaliso o Vincenzo io ti ammazzerò di Alberto Fortis. Mentre invece la colonna sonora preferita per la torta di mele della domenica era 29 settembre dell'Equipe 84. Mai capito il perché!

Musica italiana certo, ma anche quella internazionale era un habitué. Nel calderone bollente dell'eccletismo musicale, la pietra filosofale, gli intramontabili, gli Highlander della situazione erano loro, gli ABBA. I TorquiG li adoravano e io gli adoro. Dopo esserci cresciuto conosco tutti i testi delle canzoni a memoria e quando sento il giro di note iniziali di Dancing Queen son già li con il culo in posizione per una bella sculettata spensierata. Per non parlare delle corde vocali che già si scaldano in preparazione alla cantata selvaggia che le aspetta. Anche se la mia preferita, la canzone che m'accompagna dal girello ad oggi è The Winner takes it all. Seguita subito dopo da Beauty school drop-out di Grease (musical per cui Torquipapà nutre autentica venerazione). Il che mi ha sempre dato la misura di quanto i TorquiG abbiano partecipato attivamente alla stagione musicale della loro gioventù. E di quanta qualità sia andata a farsi friggere nel frattempo.

Se la Torquimamma era un pizzico più poliedrica, i bastioni dietro cui il Torquipapà si è sempre mosso sono due: i Queen e i Nomadi. Sui primi non ho nulla da obiettare. Certe canzoni sono capolavori assoluti di testo e melodia: Bohemian Rapsody, Made in Heaven, Don't stop me now, Old fashioned lover boy, per dire. I secondi sono stati senza dubbi un gruppo "impegnato", ma provate a immaginare l'effetto che A Auschwitz Dio è morto può avere su una creatura di otto anni. O Vagabondo. Son traumi mica da niente.

Ma non fatevi pensieri assurdi: anch'io son venuto su a suon di cartoni animati della Disney e relative canzonette! La Bella Addormentata, La Bella e la Bestia, Fantasia, Robin Hood, Cenerentola, Pomi d'ottone e manici di scopa, Mary Poppins, Tutti insieme appassionatamente (anche se non è della Disney) sono dei must. Dei mai più senza della mia infanzia.

Poi vabbè, se dovessi fare una lista accurata staremo qua fino all'alba di domani. Però quando cresci con un terreno musicale così...si diventa esigenti. Cos'è la Techno music di fronte a una musichetta da sbarco della Carrà?!

Che ora che ci penso...sarà mica a causa di questo retaggio musicale se son così balengo??

mercoledì 29 maggio 2013

Dresdnerin Returns

Era da un po' che non sentivo la cara vecchia Dresdnerin, un mesetto buono di sicuro. E durante i convenevoli, sapete il solito tira e molla del "come va? come non va? bene! benissimo!", le ho raccontato del mio Wochenende a Trieste e della mia più che positiva impressione a riguardo. "Vacci -le ho detto- non ne resterai delusa! Sarà sicuramente un angolo d'Italia insolito, ma che merita di essere visto."

"Uh a marzo sono andata a fare snorcheling in Egitto! È stato così eccitante...l'acqua cristallina...i pesci colorati...la barriera corallina...wunderschön!"

"Ah...mmhh...che bello..."

"E ora a giugno il mio ragazzo ed io abbiamo già organizzato un tour on the road del Canada. Partiremo da Vancouver e lo attraverseremo tutto in due settimane, abbiamo già noleggiato la macchina e vedremo un sacco di parchi naturali, zone incontaminate, il Québec, Toronto e tante altre cose..."

"...ah...mmhh...che meraviglia...che bello viaggiare...i viaggi sono sempre qualcosa di speciale e prezioso..."

"SI!! Vediamo se a ottobre riusciamo a convincere un'altra coppia di amici a tornare con noi in Egitto a fare snorcheling...non vedo l'ora..."

Durante la conversazione facevo di tutto per non scoppiare a ridere. Cioè a novembre dell'anno scorso mi ha fatto una testa così perché non voleva spendere, perché non trovava soluzioni economiche e tutto era troppo caro. Ora è appena tornata dall'Egitto e pronta per farsi il gran tour del Canada. Ah signor mio, abbi pietà di lei ché non son degno ^^ Vai cara, vai, e che il Canada ti accolga a braccia aperte!

Ad ogni modo posso finalmente presentarvela (complice un vecchio cd riemerso durante le pulizie di primavera). La Dresdnerin infatti è la gemella tedesca della cantante francese Alizée, quella che ha esordito con Moi...Lolita. Questo nome non vi dice niente?? Massì dai, questa qui:



Ecco, la Dresdnerin è sputata di Alizée. Faccia, colori, taglio di capelli, denti. Tutto. Mica male eh?!

martedì 28 maggio 2013

Regali subliminali

Ieri, rientrata dalla sua periodica razzia delle librerie del centro, la Torquimamma mi ha lasciato sulla scrivania in camera un "regalino". Questo: 


...è un velato invito a vestirmi come Enzo comanda?? 
 

venerdì 24 maggio 2013

Un'estate al mare - 7

"Eh ma allora sei scemo!!" infierisco senza pietà non appena il malcapitato riemerge sfregiato dal roseto.

"Volevo fare qualcosa di acrobatico...per stupirla..."

"E c'era bisogno di sfondare un roseto con addosso infradito, bermudine e canotta?? Quelle son rose vere, non quelle che compri dal fioraio!"

"Non credevo che le spine facessero così male..."

Povero Infoiato! Era davvero un pessimo spettacolo: gambe e piedi sfregiati, costume mezzo strappato, canotta in brandelli, faccia ricoperta di strisce sanguinolente alla Rambo e una manciata di foglie tra i capelli. Un reduce della guerra del Vietnam.

La sensibile Ipocondriaca non regge la vista di tutti quegli sfregi e si accascia in preda ad un attacco di panico sulla panca. Filosofo, armato di un bicchierino di vodka panna e fragola magicamente estratto da non si sa dove, la rianima in un secondo e lei, con lo sguardo di chi è appena stata salvata da un annegamento, abbraccia appassionatamente il suo improvvisato infermiere. Lì accanto Golfista si mangia le mani e si batte ripetutamente la testa al grido di battaglia di "cretino, cretino, cretino".

La bella semisvenuta si rimette sulle sue malferme gambe e torcendosi le mani afferma: "Troppe emozioni per me in poco tempo, ho bisogno di fare quattro passi per ossigenarmi il cervello e prendere aria. Crocerossino ti va di accompagnarmi?".

"Non vuoi che ti accompagni io?" chiede speranzoso Golfista.

"NO!"

Mentre i due si avviano, Colomba mi si avvicina e propone anche a me di accompagnarla in una passeggiata. Colombo non ne aveva voglia e preferiva restare a medicare le ferite d'amore di Infoiato armato di cotone idrofilo e acqua ossigenata. Colomba ha però altro in mente che non un'innocente passeggiata. "Seguiamo quei due che non me la raccontano giusta. Qua c'è puzza di bruciato". Mantenendoci a una certa distanza di sicurezza e appostandoci dietro ogni albero, ogni tenda, ogni staccionata, appostandoci dietro qualsiasi cosa insomma, li pediniamo cercando di fare il minor rumore possibile.

Dopo dieci minuti di inseguimento li vediamo fermarsi, mano nella mano, guardarsi attorno furtivi (e circospetti) e, dopo un breve momento in cui si perdono nel reciproco sguardo, baciarsi impetuosi, dandoci dentro di lingua e mandibola, anche a rischio di strapparsi i muscoli della mascella. Le guance, come mantici sotto sforzo, si alzano e s'abbassano ripetutamente a ritmo febbrile.

"Porca putt..." esclamo sottovoce "si stanno studiando le cavità gengivali, è un check-up completo delle fauci quello. Un pulizia completa delle protesi, si staranno assicurando di eventuali carie indesiderate! Non so, le tasta le tonsille in cerca di placche, controlla che le corde vocali non le si siano ritirate dallo spavento??"

"No cocco bello, di più! Quello ha appena richiesto l'amicizia alla sua panfulla."

"Hai capito te il furbetto! Galeotta fu la gita a Grosseto...e ce li ho portati io! Oddio sono un paraninfo e non lo sapevo..."

"Macché, chissà da quant'è che va avanti la storia. Vuoi vedere che ha mollato Golfista per quel bel pio li?? Mi raccomando acqua in bocca! Che se tanto mi da tanto il ragazzo ha già delle ramificazioni in testa mica da scherzo. A quest'ora c'avrà un bosco li sopra, il parco nazionale del Pollino, una riserva naturale protetta per la biodiversità."

"Torniamo al bungalow va', abbiamo visto anche troppo."

Ma se credevo di aver visto e vissuto abbastanza per quel giorno mi ero sbagliato di grosso.

Continua...

martedì 21 maggio 2013

Un'estate al mare - 6

"Perchè non ti vesti da spiaggia stamattina? Cos'è, fai lo sciopero del bagnante?" mi sfotte Colombo la mattina dopo quando mi vede vestito "in borghese" e non in costume.

"Sei simpatico come un riccio nelle mutande, lo sai? E comunque no, stamattina vado a trovare mia zia a Grosseto. Crocerossino e Ipocondriaca si sono offerti di accompagnarmi, così finché visito la cara parente loro fanno un giro per la città". Colombo grugnisce e si getta l'asciugamano sulle spalle. 

Ogni tanto il Signore guarda in basso e in quell'occasione in particolare aveva avuto misericordia di me. Fortuna aveva voluto che la Torquizia (sorella di Torquipapà) nei suoi anni d'oro si fosse innamorata coma una pera cotta di bel toscano di Grosseto e che per amore di lui ci si fosse trasferita. La parentela è un movente inattaccabile con cui assentarsi dalla spiaggia impunemente. Golfista ci aveva salutato intristito e con lo sguardo umido. Prima di lasciarci partire aveva sussurrato all'orecchio di Crocerossino: "Tieni d'occhio per me la mia principessa". Datemi una lametta che mi taglio le vene... 

Le visite tra parenti che non si vedono da un certo tempo durano molto, soprattutto se si fa di tutto per prolungarle il più possibile. Cosa che io ovviamente ho fatto. Deliberatamente e intenzionalmente. D'altronde i miei accompagnatori non mi avevano dato un limite di tempo. Mi avevano detto solo di fargli uno squillo quando ero pronto che sarebbero passati a riprendermi. Loro si sarebbero sollazzati con un allegro giro di shopping improvvisato in centro. 

Era più o meno tardo pomeriggio quando tornammo al campeggio. I bungalow erano chiaramente chiusi e i nostri compagni assenti. Mentre li aspettavamo notammo che qualcuno aveva piantato una tenda giusto di fronte al secondo bungalow. Di sicuro un galletto tedesco (o olandese) ruspante che, zaino in spalle, era calato in Italia in cerca di italienische Frauen e italienische Sonne. Immane la nostra sorpresa quando invece, davanti a un piatto fumante di farfalle, il nobile circolo di principi buzzurri ci informò che l'abitante della minuscola tenda era una ragazza romagnola, capitata lì per lavoro. 

"Ma che siete andati subito a romperle le balle appena avete visto che è donna e che respira?" li pungolo.

"Ma va' cretino, è venuta a chiederci l'olio perché non ne aveva. E da lì una parola tira l'altra e..." risponde prontamente Neurone Solitario. 

"No comunque è figa" puntualizza Infoiato Cronico. "Ma figa figa" rincara. 

"Sé, figa e maleducata!" s'inserisce Colomba "c'ha chiesto l'olio e se n'è fatta fuori mezza bottiglietta. Ce ne ha lasciato giusto un dito. Ho dovuto andarlo a comprare nuovo prima di andare in spiaggia. Dimmi tu se si chiama educazione questa. Ci faceva più bella figura, guarda, a tenerselo tutto a 'sto punto."

"Io mi sa che ci provo" continua imperterrito Infoiato "chissà che freddo deve avere in quella tendina di notte. In due ci si scalda a vicenda." Eh bhe, se lo dice la termodinamica!

E dato che si parlava del diavolo...

"Ehi ciao ragazzi" s'intromette una perticona tutta shorts in jeans e toppino di carta velina "che bello che state mangiando! Uuuuuuh le farfalle, le mie preferite! Grazie ancora per l'olio oggi. Siete stati troooooooooooooooppo gentili!" I maschi la guardano in trance, imbambolati, s'indovinano chiaramante le bolle da ubriachi che gli escono dal naso. Qualcuno sospira estasiato.

"Se vuoi c'è avanzata un po' di pasta. Ti andrebbe?" propone Neurone Solitario.

"Bhe, perché no! Ci facciamo compagnia dai" e si siede sinuosa. Colomba e Ipocondriaca si voltano in contemporanea verso Neurone che resta raggelato dallo sguardo omicida delle due, i cui occhi, ridotti a due fessure feline, sprizzano elettricità statica.

Per tutto il resto della cena si sentono solo le fusa dei principi buzzurri e gli strusciamenti sensuali sulla panca della sconosciuta ammaliatrice che prima di lasciarci si presenta: "Grazie, era tutto buonissimo. Oddio ihihihihih sono proprio una cafona, non mi sono ancora presentata!! Piacere, Costanza. Ma voi chiamatemi pure Tanzy!" Neurone e Infoiato, ammaliati da tanta grazia femminea, si tengono la testa tra le mani, con lo sguardo trasognato e quando lei si alza e se ne va, la salutano con un leggerissimo movimento della mano (neanche gli avesse trasformato le ossa in burro).

Appena la seduttrice ci ha lasciato, Colomba e Ipocondriaca vomitano addosso a Neurone tutto il loro disgusto, la loro furia e il loro sdegno per la "sciacquetta che si è appena sbafata la nostra pasta senza tanti complimenti." È nel bel mezzo di questo sfogo che Infoiato si accorge che Tanzy ha dimenticato il cellulare sul tavolo e nel tentativo di impressionarla, lo afferra, si lancia all'inseguimento della sua bella e per dimostrarle la sua agilità nonché sprezzo del pericolo si scaglia attraverso il cespuglio di rose che divide il nostro "cortile" dalla sua tenda. 

Prima ancora di aver il tempo di realizzare cosa sta per fare l'incosciente, un urlo di dolore squarcia la quiete silenziosa del campeggio...