Parlo dell’onnipresente Gordon Ramsey e dei cuochi suoi pari.
L’amico Gordon (Gordone per gli amici), è peggio del prezzemolo. Bazzica su qualunque canale, a qualsiasi orario e su qualsiasi ambito lontanamente imparentato con la cucina. Il ragazzo li mica si accontenta di avere trenta ristoranti pluristellati sparsi per il globo (praticamente una costellazione). Macchè, lui il globo lo gira anche per risollevare le sorti dei diseredati e degli afflitti. Il vostro ristorante va male? Chiamate Gordone! Il vostro albergo è vuoto e pronto per la demolizione? Chiamate Gordone! Avete le pezze al culo e non sapete come pagare i fornitori? Chiamate Gordone! Lui arriverà sulla sua Chrysler nuova nuova e schioccando la lingua trasformerà la vostra bettola in un resort della guida Michelin e il vostro locale in un ristorante di lusso dove dovrete lasciare giù un rene a mo’ di saldo conto. In men che non si dica i vostri conti correnti scoppieranno talmente tanto di soldi che in fondo all’anno non saprete che farvene. Probabilmente userete le banconote da 100 per raccogliere la pupu del cane.
Lasciate le faccende di ordinaria amministrazione, Gordone risale in macchina, intenzionato a scovare il migliore ristorante di Gran Bretagna. Zompetta così per i quattro cantoni dell’isola, assaggiando tutti i tipi di cucina etnica che gli capitino a tiro. Storce il naso, tira giù qualche santo del paradiso (l’amico è scozzese ed è risaputo che gli uomini delle Highlands non te le mandano a dire), si indigna, diventa paonazzo, ingolla, mastica, giudica. Che dopo il cucinare è la cosa che gli riesce meglio. Come fa in qualità di giudice nell’edizione americana di Master Chef. Dall’alto del suo podio scruta i poveri concorrenti che si affannano ai fornelli come zitelle impazzite, sperando di far colpo e aver preparato il nuovo piatto del secolo. Sincero fino al limite della brutalità Gordone è pronto a lodare chi lo merita o a criticare chi ha toppato. Il più delle volte il poverino tornerà al proprio posto in lacrime. Lasciata la carica di giudice torna dietro i fornelli, ma solo per far vedere a venti aspiranti capocuochi i sorci verdi (e anche per metterli di fronte alla loro totale incapacità). Ecco quindi che voleranno parole grosse, espressioni colorite e complimenti ambigui. Insomma diventerà il cuoco più str***o di sempre nei panni di Hell’s Kitchen.
In soldoni: sto uomo da solo tiene su il format della cucina internazionale. La domanda sorge spontanea: ma sto uomo a casa c’è mai? I figli sanno chi è suo padre? Sua moglie si ricorda vagamente che è sposata o ha ceduto alle lusinghe del giardiniere? Lo vorrei incontrare solo per fargli ste domande qua. Altroché la cottura dell’anatra ripiena, queste son le cose che noi, gente comune, vogliamo sapere e che non si leggono sui suoi libri di cucina. Eh si perché Gordone sforna libri di ricette alla velocità con cui cuoce un arrosto in forno. Dopo Suor Germana è lui il grande consolatore delle Desperate Housewife.
Intorno a questa Supernova, a questo GGG (grande gigante gentile), ruota un intero universo di volti noti e meno noti di cui ormai, al pari di Gordone, abbiamo gli zebedei pieni. Giusto per citarli: Alessandro Borghese, Joe Bastianich, Carlo Cracco, Bruno Barbieri, Gianfranco Vissani, Simone Rugiati ecc ecc. Ragazzi un piacere vi chiedo: liberateci. Che tanto il mondo ha mangiato per secoli anche senza di voi. Voi preparate i vostri manicaretti che noi ci mangiamo la nostra sbobba. Eh? E tutti contenti.