Nella vita ci vorrebbe un buon equilibrio di entrambe: essere elastici quando è giusto, impuntarsi quando è necessario. Però si sa che in fatto di popoli le mezze misure non esistono. Così da noi vige la mentalità elastica, possibilista, al limite del pressappochismo a volte, in Germania impera la rigida osservanza delle regole prestabilite. Capita cioè che mentre noi gironzoliamo per le nostre città pronti a capire e comprendere qualsiasi cosa, arrivando anche a giustificare il furto come un gesto creativo di guadagnarsi il pane, i tedeschi camminano tutto il santo giorno a chiappe strette, con stampata sul viso quell’espressione a culo di gallina tipica di chi ha timore di aprire bocca per non commettere un’infrazione. Difatti quando la commettete voi un’infrazione, per svista o ignoranza delle regole del vivere civile, siete esposti agli sguardi disgustati dei più moderati e mentalmente presi a dadolate negli stinchi dai più conservatori. Fateci caso: la maggior parte dei teutonici ha un’andatura rigida come un ciocco di legno. Segno che se li mettete nel camino, vi riscalderanno durante la cena di Natale.
Mentre per noi il detto “fatta la legge, fatto l’inganno” è un evergreen, per i nostri amici d’oltralpe invece vale l’aforisma “fatta le legge, impartito l’ordine”. A tutto tondo. Senza eccezione. Insindacabile e eterno. Come la porta d’entrata dell’Inferno. Poniamo caso che entri in un bar con l’impellente bisogno di scaricarti la vescica perché ti sta esondando come la diga del Vajont. In Italia ti indicano il bagno anche se ad uso esclusivo del personale. Tutti si muovono a pietà se ti vedono rosso in faccia, sudato e con le mani nei reparti di bassa manovalanza. Tranne i tedeschi. Stai per fartela addosso? Con un aplomb ammirevole ti allungano un fazzolettino: che se devi allagarti le mutande che almeno mi pulisci il pavimento, dato che stai per sporcarmelo. La regola non si strappa e punto. Il bagno è solo del personale e del personale è. Mica storie.
L’italiano è un democratico. Nasce con la democrazia attaccata alla pelle del sedere e ci muore. Talmente democratico che per rispettare i diritti di tutte le minoranze non esita a sobbarcare la maggioranza di tot oneri pur di non ferire i sentimenti dei gruppi minoritari e incorrere nella loro ira. Plateale e di gran classe. Comprensivo ed elastico. Il compare teutone invece non si fa scrupoli. Fai parte del gruppo Antenne fucsia, pungiglione beige? Bene, paghi quello che ti spetta. Sei in minoranza e questo ti cucchi. E se osi lamentarti ti arriva un manrovescio dalla Dea bendata come niente. Che cieca sarà pure, ma gli altri sensi li ha affinati per benino.
Il tedesco è un matematico nato. Va matto per numeri e settori. Ha una mente analitica e logica. Il loro cervello anziché funzionare a impulsi nervosi, segue il codice binario dei bit dei calcolatori. Tanto in ambito lavorativo che linguistico. Per loro la sempre valida massima “al variare del contesto variano le possibilità” è legge certa e autoritaria. Se hai fatto un certo tipo di percorso scolastico puoi iscriverti solo a un ristretto numero di Ausbildung. Il che ti da diritto a cercare solo un certo tipo di lavoro. Vengono lasciati pochi slanci alla fantasia. Ogni passo compiuto è il logico procedere di un percorso già tracciato. Solo così riescono a declinare un verbo nelle sue mille sfumature secondo l’intento comunicativo del parlante, dell’udente, del passante distratto o del gatto sul balcone. L’italiano invece è un letterato. Ci piacciono le libere espressioni, i voli pindarici, i percorsi contorti, i cambi repentini di idee. Da noi i confusi sono quelli con più possibilità: assaggiano un po’ tutto quello che il paese offre senza limiti di sorta . All’italiano la logica importa poco o niente, gli basta immaginare una cosa per renderla fattibile. Possediamo una lingua flessibile, l’impossibile non ci spaventa. Siamo equilibristi per vocazione e giocolieri per necessità.
Per farla breve:
Noi creiamo. Loro mantengono.
Noi interpretiamo. Loro eseguono.
Noi polemizziamo. Loro obbediscono.
Noi comprendiamo. Loro rimproverano.
Noi siamo il poliziotto buono. Loro quello cattivo.
Noi la cicala. Loro la formica.
Noi gli elastici. Loro i rigidi.
Morale? Gli italiani stimano i tedeschi, ma non li amano. I tedeschi amano gli italiani, ma non li stimano. O era il contrario??? Bhe insomma, avete capito!