Oh, il Signore sia lodato!!
Aprile è finito, annegato nelle piogge torrenziali dei primi giorni di maggio.
Finalmente.
No perché come avrete capito Aprile è stato un mese veramente, veramente bleah. Schifido. Orribile. Tremendo. Splatter. Lento come la fame.
Me ne sono successe di ogni. E credo che la mia latitanza dal blog lo dimostri e lo dimostri maggiormente l'unico post che Aprile m'ha fatto sgorgare da dentro.
Comunque, dato che questo è il mio principale spazio di condivisione con il popolo del web vi faccio un breve riassunto, una ciotolina di cavoli miei liscia liscia. Tutta roba altamente condivisibile, attenzione.
Il Dentista.
Ora, alzi la mano chi ama andare dal dentista! Ecco, appunto. Vedo solo un paio di mani alzate, senza dubbio appartenenti a qualche personalità disturbata, masochista, amante dello squisito dolore da trapano e otturazioni.
Andare dal dentista è una delle poche cose che mi fanno sobbalzare lo stomaco. Piuttosto che andarci mi faccio Verona-Torino in ginocchio sui ceci o un bel tour della memoria nelle trincee della prima guerra mondiale sull'Adamello a 3000metri d'altezza.
Però la salute impone che almeno un giretto, ogni paio d'anni, lo si faccia. Ci si mette via le paturnie e si suona quel benedetto campanello. Io poi, che con il tartaro c'ho una lunga relazione, una pulizia me la dovevo proprio fare. Se non che, a pulizia completata, ecco arrivare impietosa la sentenza di morte: "Eh, c'hai dei lavoretti in bocca da fare".
"Ma piccole, vero?" Sottotitolo: qualunque cosa sia, menti. Mentimi dannato dentista, rassicurami, che il mio fragile cuore potrebbe non farcela. Anzi, sento già la mia animula, vagula, blandula forzarmi la gola per salire all'Altissimo.
"Eh...insomma" -momento di silenzio livido- "belle non sono..."
Volete sapere che cosa c'era? Il mio cretinissimo dentista precedente, campione della fretta e del pressapocchismo, mi aveva fatto delle otturazioni alla membro di segugio che m'avevano causato delle infiltrazioni spaventose. Che tu sia mille volte maledetto e che una diarrea fulminante lunga e dal decorso imprevedibile ti colga!
Morale mi sono cuccato tre incontri settimanali in quel gabinetto di tortura per tre settimane di fila.
Non mi stupisco che il mio umore si sia schiantato al suolo. Sfido chiunque a dire che andare dal dentista non metta la depressione. Tu, tu là in fondo: sei avvertito! non osare aprire bocca. La mia era una pura domanda retorica.
Un altro peso è stata una battuta d'arresto nel mio progetto milanese. Ho avuto un momento di deragliamento.
Dilemmi amletici m'hanno assalito e più che un mente pensante e propositiva, mi sembrava di avere una coltura di protozooi cigliati. L'unico neurone buono che mi era rimasto serviva solo da richiamo per gabbiani.
Bene non ero messo, insomma.
Ma si sa, i miracoli accadono a chi ci crede.
E io, un po' per fortuna, un po' per impegno pregresso, ho avuto un piccolo, minuscolo miracolo.
Mi hanno pubblicato un articolo!
Niente di colossale eh, mica son finito sul Corriere della Sera o su Internazionale.
Però è un primo, timido risultato.
E perciò ne sono giustamente orgoglioso.
Se volete leggere l'articolo in questione lo trovate QUI
Leggetelo, se avete voglia.
E con un commentino qui sotto fatemi sapere che ne pensate, eh? Volete?
Il vostro inossinabile,
Torqui.
Visualizzazione post con etichetta free lance. Mostra tutti i post
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domenica 4 maggio 2014
lunedì 24 febbraio 2014
L'iniziativa creativa di Torqui
No dico ma ve n'eravate accorti?
Come di che???
Ma della mia INIZIATIVA CREATIVA!!
Quindi immagino che non avrete nemmeno notato la nuova pagina apparsa qui sopra. Ok, questa ve la concedo. Si perde molto in mezzo alle altre.
È per quello che ho creato un simpaticissimo miniannuncio anche qui a lato. A destra.
Capisco il vostro stupore e disorientamento.
Lasciate che vi spieghi.
Torqui di sogni nel cassetto ne ha sempre avuti tanti. Il che è sempre cosa buona e giusta. Peccato che i suoi sogni siano sempre stati un tantinello sopra le righe: scrittore affermato, scopritore di talenti, articolista free lance, storyteller qualificato, correttore bozze professionale e, giusto per non farci mancare niente, anche editor.
Con eventuali altre declinazioni: bibliotecario, libraio, recensionista seriale, traduttore di testi inediti.
Sì, la fantasia non mi è mai mancata.
La dura realtà però ha sempre avuto un che di scoraggiante. Scoraggiantissimo.
Il 60% delle attività lavorative sopra indicate è, in genere, roba da free lance. Che tradotto significa Partita Iva. Che tradotta significa suppergiù "prima di guadagnare alcunché devi prima dare, dare e ancora dare allo Stato".
Cara, la mia Italia!
Se non che, più o meno due settimane fa, ho scoperto una cosa a dir poco meravigliosa.
Ovvero che la partita Iva non sempre è necessaria.
Si può essere free lance anche senza la croce dell'Iva sul groppone.
Gaudio magno.
Carosello di felicità.
Tripudio di gioia e contentezza.
Cascate d'entusiasmo e idee.
Io mi sto dando da fare, mi sto muovendo in lungo e in largo, sto contattando, pubblicizzando, proponendo.
E qui entrate in scena voi.
Miei cari lettori, miei affezionati commentatori, miei insuperabili e adorabili colleghi. Una cortesia vi chiedo.
Diffondete il verbo.
Sentite di uno/a che cerca un correttore di bozze? Parlategli di Torqui.
Voi o un vostro amico/a necessitate di una traduzione? Affidatevi a Torqui.
Navigando in rete leggete di qualcuno che cerca un blogger/web writer brioso e accattivante? Fategli il nome di Torqui.
Se vi avanza tempo allungatemi altre idee di scrittura che possono intrigarmi.
Qualcosa di simile ai Racconti su misura di Jane Pancrazia.
(Tranzolla cara Pancri, non ti sto facendo concorrenza, solo raccogliendo pareri).
Eh? Eh? Vi ho incuriosito?
Si?
Bene.
Siete ancora lì con le mani in mano? Cosa state aspettando a scrivermi?
Io aspetto.
Come di che???
Ma della mia INIZIATIVA CREATIVA!!
Quindi immagino che non avrete nemmeno notato la nuova pagina apparsa qui sopra. Ok, questa ve la concedo. Si perde molto in mezzo alle altre.
È per quello che ho creato un simpaticissimo miniannuncio anche qui a lato. A destra.
Capisco il vostro stupore e disorientamento.
Lasciate che vi spieghi.
Torqui di sogni nel cassetto ne ha sempre avuti tanti. Il che è sempre cosa buona e giusta. Peccato che i suoi sogni siano sempre stati un tantinello sopra le righe: scrittore affermato, scopritore di talenti, articolista free lance, storyteller qualificato, correttore bozze professionale e, giusto per non farci mancare niente, anche editor.
Con eventuali altre declinazioni: bibliotecario, libraio, recensionista seriale, traduttore di testi inediti.
Sì, la fantasia non mi è mai mancata.
La dura realtà però ha sempre avuto un che di scoraggiante. Scoraggiantissimo.
Il 60% delle attività lavorative sopra indicate è, in genere, roba da free lance. Che tradotto significa Partita Iva. Che tradotta significa suppergiù "prima di guadagnare alcunché devi prima dare, dare e ancora dare allo Stato".
Cara, la mia Italia!
Se non che, più o meno due settimane fa, ho scoperto una cosa a dir poco meravigliosa.
Ovvero che la partita Iva non sempre è necessaria.
Si può essere free lance anche senza la croce dell'Iva sul groppone.
Gaudio magno.
Carosello di felicità.
Tripudio di gioia e contentezza.
Cascate d'entusiasmo e idee.
Io mi sto dando da fare, mi sto muovendo in lungo e in largo, sto contattando, pubblicizzando, proponendo.
E qui entrate in scena voi.
Miei cari lettori, miei affezionati commentatori, miei insuperabili e adorabili colleghi. Una cortesia vi chiedo.
Diffondete il verbo.
Sentite di uno/a che cerca un correttore di bozze? Parlategli di Torqui.
Voi o un vostro amico/a necessitate di una traduzione? Affidatevi a Torqui.
Navigando in rete leggete di qualcuno che cerca un blogger/web writer brioso e accattivante? Fategli il nome di Torqui.
Se vi avanza tempo allungatemi altre idee di scrittura che possono intrigarmi.
Qualcosa di simile ai Racconti su misura di Jane Pancrazia.
(Tranzolla cara Pancri, non ti sto facendo concorrenza, solo raccogliendo pareri).
Eh? Eh? Vi ho incuriosito?
Si?
Bene.
Siete ancora lì con le mani in mano? Cosa state aspettando a scrivermi?
Io aspetto.
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